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Vademecum semi-definitivo delle Atp Finals

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Come ci ricorda il bicipite di Berrettini in bella mostra in piazza San Carlo da mesi, da oggi, 14 novembre, fino a domenica 21 novembre a Torino si terranno le Nitto Atp Finals. Fra eventi collegati, giocatori a passeggio per la città, pasticci con biglietti venduti e capienza del Pala Alpitour, quello che finora è un po’ passato in secondo piano è che cosa sono le Atp Finals. Come funzionano? Chi partecipa? Sono una sorta di Slam? Djokovic alla fine si dovrà vaccinare? Ma andiamo per ordine.

Cosa sono le Atp Finals

Le Atp Finals sono un torneo annuale e itinerante, Torino ne sarà la sede per i prossimi cinque anni. Ci vanno i primi otto giocatori del mondo di singolare e di doppio nella race. Qui le cose iniziano a complicarsi. Nel tennis ci sono due classifiche una è il ranking, cioè la somma dei punti realizzati dal giocatore nelle ultime 52 settimane, cioè l’ultimo anno. La race, che è quella che interessa per qualificarsi al torneo, invece si resetta ogni fine stagione, cioè al termine delle Atp Finals a novembre. A fine anno generalmente le due classifiche si somigliano, ma non sono identiche: ad esempio Jannik Sinner, che è nono nella race, quindi prima riserva per le finals, è undicesimo nel ranking. Dominic Thiem, invece, che si è infortunato a inizio stagione, è 64esimo nella race e 14esimo in classifica. Confusi? Per farla breve e non scavare nelle battaglie sindacali – molto attive – dei tennisti, si può dire che entrano alle Atp Finals i giocatori che fanno più punti in assoluto in una stagione.

Chi partecipa quest’anno

A questo punto sappiamo che sono otto e che hanno giocato bene questa stagione. Fra colpi di scena finali e minacce di ritiro dell’ultima ora, finalmente sappiamo anche i loro nomi con certezza: Novak Djokovic, Daniil Medvedev, Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas, Andrey Rublev, Matteo Berrettini, Hubert Hurkacz, Casper Ruud.

Per una volta tutti giovani, con l’eccezione del sempiterno Djokovic. Due gli esordienti – Hurkacz e Ruud – mentre Berrettini è alla sua seconda apparizione, la prima nel 2019. È il primo italiano nel mezzo secolo di storia delle Finals a riuscire nell’impresa.

Come funzionano

Generalmente il tennis è uno sport lineare, due – o quattro – ragazzoni con le racchette colpiscono una pallina gialla e chi perde va a casa. Le Finals invece hanno una formula diversa: gli otto partecipanti vengono divisi in due gironi casuali, ma equilibrati, quindi il numero uno, nel nostro caso Djokovic, non può trovarsi nello stesso girone del numero due, Medvedev, il numero tre non può trovarsi con il numero quattro e così via. Per incentivare i giocatori a dare il massimo e vincerle tutte, anche quando non è necessario, ed evitare calcoli o biscotti vari, ogni partita vinta vale 200 punti Atp e circa 150mila euro. Se il vincitore del torneo non perde neanche una partita, si porta a casa 1500 punti Atp e poco più di due milioni di euro.

Superano la fase a gironi i primi due giocatori, che vanno poi a disputare semifinali e finale in forma classica. I gironi sono stati estratti giovedì 11 novembre: Berrettini, che si presenta al sesto posto in classifica, ha evitato lo scoglio Djokovic e si troverà ad affrontare Medvedev, Zverev e Hurkacz. Dall’altra parte, per esclusione, oltre a Djokovic, ci sono Tsitsipas, Rublev e Ruud.

La prima partita di singolare, fra Hurkacz e Medvedev, sarà oggi alle 14:00. Berrettini scenderà in campo sempre oggi alle 21:00 contro Zverev. Tutte le partite sono in diretta su Sky Sport.