Robaldo sette anni dopo, rilanciati stadio e U23

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“Vogliamo giocare la prima partita il 4 maggio 2024, in occasione dei 75 anni da Superga”: Paolo Bellino, consigliere di amministrazione, ha fissato la data dell’inaugurazione del Robaldo la mattina del 15 dicembre, durante la presentazione del progetto che vede la nascita del primo centro sportivo dedicato alle giovanili del Torino. Anche Lorenzo Sonego, tennista granata, ha voluto prendere parte per qualche secondo all’evento e ha interrotto il suo allenamento per fare una comparsata a sorpresa.

“Abbiamo avuto difficoltà in passato ma con il nuovo progetto siamo andati forte fin da subito grazie a un grande lavoro di squadra, è questo quello che conta”, continua Bellino. La riqualificazione del Robaldo è stata affidata alla società granata tramite un appalto pubblico sette anni fa, nel 2016: la conclusione del cantiere è prevista come minimo per maggio 2025, quasi dieci anni dopo. Una serie di intoppi, l’ultimo dei quali un traliccio dell’alta tensione trovato sottoterra, ha ritardato a più riprese i lavori. Gli scogli burocratici sono stati superati solo con una modifica al progetto, arrivata dopo un consulto con il responsabile del settore giovanile Ruggero Lundergnani e con il direttore sportivo Davide Vagnati: i campi da gioco previsti sono passati da cinque a quattro, di cui tre omologati Fifa e uno più piccolo, mentre quello principale è stato ruotato. “Ci siamo occupati del problema, che è il nostro lavoro”, ha spiegato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Anche il presidente del Torino Urbano Cairo è voluto andare oltre le problematiche affrontate: “Non importa quel che è successo in passato, pensiamo solo al futuro perché ora abbiamo il permesso a costruire”.

Urbano Cairo, Stefano Lo Russo e Paolo Bellino

L’unione tra il Comune e il Toro è descritta dal sindaco come più solida che mai: “Il progetto è all’avanguardia e centra il nostro obiettivo iniziale: rendere Torino e il Torino una cosa unica. Questo è solo il primo dei pilastri che andrà a formare la Cittadella del Torino”. Non si tratta solo di calcio: è riqualificazione del territorio, di una parte della Circoscrizione 2 che vedrà intorno a sé la nascita di altre attività. La Circoscrizione ha avuto in passato alcuni problemi con la società granata legati a mancati pagamenti dell’affitto, dato che il Torino nel periodo degli inghippi burocratici avrebbe voluto dilazionare le rate: una questione risolta in un secondo momento grazie alla mediazione della Città e agganciata all’uso effettivo degli impianti. Il presidente della Circoscrizione Luca Rolandi ha però portato alla luce un possibile problema di viabilità e parcheggi con l’apertura del nuovo centro sportivo, data la mole di persone che arriverà quotidianamente in strada Castello di Mirafiori. “Per il resto è tutto positivo: il Robaldo ridisegna la geografia della nostra circoscrizione”, conclude Rolandi, entusiasta dell’arrivo di molti giovani nel suo territorio.

I ragazzi del settore giovanile ospiti della presentazione

L’obiettivo è proprio la crescita esponenziale del settore giovanile: “In passato abbiamo sfornato una serie di giocatori che hanno giocato in serie A o in serie B. Oggi stiamo lavorando bene e abbiamo annate di qualità: vogliamo creare tanti mini Buongiorno”, dice Cairo: il difensore del Torino ha iniziato a indossare la maglia granata a sette anni e oggi, a 24, è chiamato “capitan futuro”. Il patron granata ha anche ipotizzato l’introduzione dell’under 23, ma senza sbilanciarsi troppo e definendo la questione “complicata”. Sugli impianti, invece, ha spiegato come questi siano il biglietto da visita della società: “Quando cerchi giocatori di una certa qualità devi presentare strutture all’altezza e con il Robaldo andiamo in questa direzione”.

Il terreno è pronto per l’inizio delle costruzioni, previsto per gennaio. Bellino ha sottolineato che è stato ricavato il meglio che si potesse da quell’area e ha approfondito. Il concetto di partenza è “palla al centro”: tutto l’impianto ha una configurazione architettonica che parte dal centrocampo. I quattro campi in erba sintetica sostituiscono i cinque in erba naturale dismessi più di dieci anni fa. È prevista inoltre la costruzione di una palazzina di 2.500 metri quadrati che fungerà da edificio polifunzionale con spogliatoi, infermerie, palestra affacciata sui campi, magazzini e uffici, mentre una struttura più piccola ospiterà altri spogliatoi.

La struttura prevista per il Robaldo

“Cairo ha creduto veramente in questo progetto”. Lo Russo ha ringraziato il presidente di Rcs per aver portato la partenza del Giro d’Italia a Torino, più precisamente a Venaria, e ha ricordato la tappa a Superga che si terrà il 4 maggio per i 75 anni dalla caduta dell’aereo che portava il Grande Torino. “Con il Comune c’è un dialogo costante e continuo”, ha risposto Cairo, anche in ottica stadio. Sulla questione il nodo è l’ipoteca che grava sull’Olimpico Grande Torino dal fallimento del 2005. “Si sta ragionando su diverse ipotesi e da entrambe le parti c’è disponibilità ad accogliere le rispettive esigenze”, chiosa il sindaco. Il 30 giugno 2025 scadrà la concessione dello stadio al Torino: la questione è da affrontare nel minor tempo possibile. In generale, il 2025 rappresenterà un anno ricco di passaggi delicati per il mondo granata: il 75esimo anniversario della tragedia di Superga, la possibile chiusura dei lavori del Robaldo, i 20 anni della presidenza Cairo e i 10 anni dalla morte di don Aldo, storico parroco granata a cui sarà dedicato uno dei campi.