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#MUSICAFUTURA: ripensare i locali notturni dopo il Covid

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A distanza di un anno dall’inizio della pandemia da Covid-19, i locali notturni e le discoteche non hanno ancora riaperto. Durante l’estate hanno potuto organizzare eventi fino al 16 agosto, quando un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza ne ha imposto la chiusura per un nuovo aumento della curva dei contagi. I lavoratori del settore hanno iniziato a ricevere effettivamente contributi e agevolazioni solo a fine ottobre. Eppure sostenere queste realtà è importante per la ricchezza e l’occupazione che generano.

Maurizio Pasca, presidente di Silb-Fipe, il sindacato maggiormente rappresentativo del settore dei locali notturni e delle imprese dello spettacolo, ha sostenuto in commissione al Senato che sono 50 mila i lavoratori coinvolti nel comparto, con un indotto di almeno 2 miliardi di euro solo per l’intrattenimento da ballo. Le chiusure hanno colpito un’intera filiera: oltre allo staff dei locali, anche gli artisti, i tecnici, i fornitori.

Eppure fra i gestori dei locali c’è molta voglia di ripartire, ancor prima del “via libera” del governo. #MUSICAFUTURA è l’evento multimediale che si terrà il 22 febbraio presso il teatro accademico di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso. Organizzato anche da Silb-Fipe, prevede una serie di incontri per riflettere su come questo settore dovrà cambiare con le riaperture. Molte le idee, dalla necessità di diffondere un’etica comportamentale per i fruitori dei locali, a quella di adeguarsi alla green economy.

Ma l’evento è anche un’occasione per rilanciare un settore che contribuisce a creare cultura. “Il nostro slogan è Siamo in ballo da 100 anni; i primi club nascevano proprio a Torino negli anni Venti, dopo la prima guerra mondiale. Una genesi che fa capire quanto la musica sia un elemento non solo di benessere, ma anche di arricchimento intellettuale”, dice Barbara Zagami, responsabile comunicazione Silb-Fipe.

Proprio da questa base nasce l’idea di un codice comportamentale, di cui si discuterà durante #MUSICAFUTURA. Nasce da un confronto con CO.GE.U, il Comitato genitori unitario, attento al divertimento consapevole degli adolescenti. “Si rivolge ai fruitori che entrano in un live, in una discoteca o in eventi simili. Vogliamo interagire soprattutto con i più giovani, educandoli a fruire delle location in modo rispettoso. Si tratta di regole elementari: rispettare gli altri, non assumere o favorire comportamenti aggressivi, con un occhio di riguardo anche all’ambiente, dal buttare i rifiuti nei contenitori adatti all’ascoltare la musica a un volume adeguato”.

Durante l’evento verrà presentato il progetto Eco Club, che ha l’obiettivo di adeguare i locali notturni alle sfide della sostenibilità ambientale tramite accordi con aziende del settore elettrico. “L’idea nasce da una sinergia con Worldrise, un’onlus che ha già una serie di locali completamente green. Noi club tramite il Silb vorremmo metterci in linea, e non solo perché siamo obbligati. È sorprendente pensare che la quantità plastica che produciamo nei nostri locali potrebbe permetterci di illuminarli al meglio”. Non solo l’adozione del plastic-free, ma anche un riutilizzo virtuoso del materiale: “possiamo riciclare i rifiuti che produciamo, trasformandoli in energia che ci può tornare utile”.

Un ulteriore tema di #MUSICAFUTURA è il legame dei locali notturni con i territori. “Abbiamo iniziato un dialogo con i comuni e con i tour operator e le agenzie di viaggio. Vogliamo sensibilizzarli all’importanza di ospitare e rilanciare festival, live, discoteche e sale da ballo per il notevole ritorno economico. La parola intrattenimento è la terza più ricercata su Google quando si va in vacanza in una città; ci sembra logico unire le forze in questo senso”.

L’idea è che il mondo del leisure è una risorsa che genera ricchezza a cascata: “quando una persona si sposta per partecipare a eventi musicali e a spettacoli in generale spende soldi che garantiscono la sussistenza non solo di fornitori, artisti, musicisti, ma anche dell’economia locale”.