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Il Frecciarossa si dimentica della Val di Susa. Ma il problema dei trasporti è ancora più grande

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Alle ore 6:25 del 18 dicembre è partito il primo Frecciarossa che collega Milano Centrale e Torino Porta Susa a Parigi Gare de Lyon – passando per Lione, Modane e Chambery – in sei ore e mezza, al modico prezzo di 29 euro (per la classe base). Per la prima volta un treno italiano diventa un’alternativa al TGV, treno ad alta velocità delle ferrovie dello Stato francese. Una nuova soluzione veloce e conveniente per molti, ma non per gli abitanti della Val di Susa.

Il Frecciarossa – diversamente dal TGV – non prevede infatti fermate a Oulx e Bardonecchia, tagliando così la Val di Susa dal percorso verso Parigi, e viceversa. Una decisione sulla quale Trenitalia – contattata da Futura News – non ha ancora rilasciato commenti o chiarimenti.

“Non mi stupisce affatto il loro silenzio – commenta Marco Bussano, presidente nazionale di Uncem (Unione Nazionale dei Comuni delle Comunità’ e degli Enti montani) -, quella di Trenitalia non è stata solo una dimenticanza, ma una disattenzione voluta nei confronti della Val di Susa”. Uncem ha recentemente emesso un comunicato stampa in cui lamenta la mancata fermata a Oulx e Bardonecchia, invitando Trenitalia ad agire in favore del territorio, ma senza ottenere risposte.

“Il problema non riguarda solo il Frecciarossa verso Parigi, ma anche tutto il sistema del trasporto su rotaia nelle valli piemontesi – continua Bussano -, perché Trenitalia continua a trascurare le tratte sulla Canavesana e sulla Torino-Ceres, che sarebbero di grande importanza per il territorio e per cui ha competenza, avendo vinto il bando con la Regione Piemonte”.

Una mancanza di dialogo e chiarimento i cui effetti ricadono sulle comunità locali, in particolare sui pendolari. “Non ha molto senso che per un viaggio da Torino a Milano una persona impieghi lo stesso tempo di un percorso da Torino fino a Ceres (in Valle di Lanzo). Questo significa che l’intero sistema di trasporto su ferro del territorio deve essere ripensato, sfruttando anche le linee che ora sono inutilizzate senza un chiaro motivo, come la Pinerolo-Torre Pellice” sottolinea Bussano. Al di là della retorica sulla valorizzazione dei borghi italiani e sul potenziamento delle linee ferroviarie come alternativa ecologica a mezzi di trasporto più inquinanti – almeno in questo caso – sembrano esserci poche azioni concrete. “Scriverò delle lettere al ministro dei Trasporti (Enrico Giovannini) e al ministro della Transizione ecologica (Roberto Cingolani), ma non penso che riceverò delle risposte” conclude Bussano.