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Quirinale: ecco i nomi dei grandi elettori del Piemonte

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La ricerca di un nuovo inquilino o di una nuova inquilina per il Quirinale entra nel vivo. Oggi, 11 gennaio, i consigli delle venti regioni italiane si sono riuniti in seduta per nominare i delegati (tre per ciascuna) che il prossimo 24 gennaio affiancheranno i 630 deputati (circoscrizione estero inclusa) e i 315 senatori per il primo turno di votazioni del successore di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. Nessun colpo di scena per quanto riguarda il Piemonte, dove non sono stati presentati più di tre candidati, ma un terzetto tutto maschile che ancora una volta fa tramontare il bilanciamento di genere. Il presidente della Giunta Alberto Cirio (Forza Italia) e quello del Consiglio Stefano Allasia (Lega) sono i nomi designati della maggioranza, mentre per il centrosinistra la scelta è ricaduta sull’ex capogruppo Domenico Ravetti del Pd.  Le votazioni a scrutinio segreto si sono svolte oggi da remoto tramite Pec, nel corso della prima seduta dell’Assemblea del 2022, svoltasi in via telematica. Su 49 presenti e altrettanti votanti, Cirio ha ricevuto 30 voti, Allasia 28 e Ravetti 16. Un risultato ottenuto dopo una seconda votazione, dopo l’annullamento della precedente effettuata in tarda mattinata, invalidata per via di differenze “tra le Pec inviate dai consiglieri e quelle ricevute dal sistema”, come ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia.

Slitta ancora invece il voto per il rinnovo di metà mandato dell’Ufficio di presidenza (Udp) del Consiglio regionale. Dopo il rinvio dello scorso 21 dicembre, voluto dal centrodestra per avere a disposizione più tempo per trovare un accordo, questa mattina l’Aula convocata da remoto ha di nuovo rimandato l’appuntamento al 18 gennaio. La richiesta è partita dalla maggioranza, che non ha ancora raggiunto l’intesa sul nuovo assetto. La richiesta di sospensione ha scatenato la polemica da parte dei consiglieri della minoranza, che hanno domandato che l’istanza fosse messa al voto. La votazione ha visto prevalere i favorevoli con 32 sì su 50 votanti.

Con il primo ticket assegnato di “default” a Cirio, il secondo pass per la spedizione romana del 24 gennaio è stato staccato da Allasia, in virtù dell’accordo nazionale leghista voluto dal capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, che ha messo a tacere i malumori interni al gruppo imponendo a tutto il Carroccio di dare precedenza ai capi dei consigli regionali. Decisione che ha fatto tamontare l’ipotesi di Alessandro Canelli, sindaco di Novara, che nelle scorse settimane si era affermato come possibile outsider in seno alla maggioranza. Cirio e Allasia, con tutta probabilità, confluiranno insieme nella corrente filo-berlusconiana dei grandi elettori, se il centrodestra dovesse sostenere un candidato di bandiera durante le prime “chiame”.

Il terzo delegato in arrivo da Palazzo Lascaris è l’ex sindaco di Castellazzo Bormida Ravetti, eletto a primo cittadino del comune della provincia di Alessandria a soli 33 anni. Ravetti, ora vice Vice Presidente della VII Commissione Autonomia, Federalismo e Enti Locali, ha scalzato la concorrenza dell’ex primo cittadino di Torino, Sergio Chiamparino, che già nel 2015 aveva partecipato all’elezione di Mattarella.