Nuovi scavi in Egitto e finanziamenti per proseguire la storia decennale di Unito e l’archeologia

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Presentate all’auditorium “Quazza” le missioni archeologiche in corso del dipartimento di Studi storici dell’Università di Torino. Una storia decennale quella di Unito con l’archeologia, che spazia in varie aree d’Italia e del mondo. Dal vicino sito piemontese di Costigliole Saluzzo, fino a Pompei, Tindari e gli scavi di Tulūl al Baqarat e Seleucia al Tigri in Iraq. Nel 2023 è in attivazione anche una nuova attività in Egitto, ad Abu Ghurab.

Il professor Vito Messina, direttore della Scuola di specializzazione in beni archeologici “Giorgio Gullini” dell’ateneo torinese, ha parlato di una storia iniziata almeno nel secondo dopoguerra, che vede coinvolte esperienze e conoscenze sia in occidente che in oriente. “Unito è stata, insieme al centro scavi di Torino, la prima istituzione italiana a inaugurare uno scavo di lungo corso in Iraq, uno scavo che abbiamo potuto riprendere, dopo un’interruzione di trent’anni, soltanto lo scorso anno”. L’università può inoltre contare sulla forza dell’interdisciplinarietà, mettendo in campo diversi dipartimenti anche scientifici, che forniscono competenze diversificate.

Le attività di scavo, oltre a essere importanti per la ricerca, sono anche un’opportunità, “la palestra di formazione privilegiata” – sostiene la docente di Archeologia classica Rosina Leone – per gli studenti di Beni culturali, di Archeologia e storia antica, della Scuola di specializzazione in archeologia “Giorgio Gullini” e della Scuola di dottorato in scienze archeologiche, storico-artistiche e storiche. Per potenziare questa possibilità, l’Università di Torino ha stanziato 50 mila euro nel 2022 dedicati alle attività sul campo. Ciò ha permesso anche nuovi inserimenti nel gruppo di ricerca, che per esempio in Egitto aprirà il sopra citato sito di Abu Ghurab e ha già attivi scavi di età tarda sull’isola di Nelson e più recentemente nella città di Luxor.