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Trasporto pubblico, in pandemia Gtt ha rafforzato mezzi e corse

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Per il Gruppo torinese trasporti la pandemia non è stata una sfida facile. Improvvisamente, l’azienda che gestisce il trasporto urbano e suburbano a Torino ha dovuto fare i conti con le nuove regole per il trasporto dei viaggiatori, dovendosi adeguare di conseguenza per mantenere un servizio indispensabile per molti. Limiti sulla capienza – indicata a bordo -, percorsi obbligati per salire e scendere dai mezzi e tutta una serie di accorgimenti necessari per garantire la massima sicurezza a chi sceglie di muoversi senza utilizzare l’automobile o è impossibilitato a farlo a piedi.
Nei primi mesi le chiusure generali hanno direttamente limitato l’utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei cittadini, obbligati a rimanere in casa e poco propensi ad avere qualsivoglia contatto esterno. Le graduali riaperture hanno nuovamente rimesso autobus, tram e metropolitana al centro del traffico a Torino e dintorni. Nonostante la riduzione dei passeggeri, per garantire sicurezza a chi viaggia il servizio è stato integrato, con più mezzi e autisti, portando le 12 mila corse al giorno a poco meno di 13 mila, potenziando le linee più frequentate che collegano con i principali mercati della città e con il centro.

Ma non solo, perchè si è proceduto anche all’ampliamento del parco mezzi con l’acquisto di circa 100 autobus nuovi a basse emissioni, altrettanti elettrici e 70 tram. Investimenti che non hanno evitato qualche critica a Gtt sulla capienza effettiva dei mezzi e l’efficienza del servizio, su cui lo stesso Gruppo ha voluto puntualizzare. “Sui mezzi – fanno sapere dall’azienda – non si supera mai la percentuale prevista dalla legge del 50% della capienza di passeggeri. A partire da marzo 2020 ci siamo adoperati per far rispettare le indicazioni, per quanto confuse, del metro di distanza, creando percorsi separati anche in metropolitana. Da settembre è partita l’indicazione delle percentuali rispetto alla capienza dei mezzi. Nonostante le presenze dimezzate, abbiamo sempre mantenuto un servizio al 100% come numero di mezzi e frequenza delle corse. Anzi, laddove sono stati individuati punti complicati, abbiamo addirittura aumentato il numero dei mezzi: ad esempio, a Porta Palazzo abbiamo integrato le corse della linea 4 (che da Mirafiori taglia la città fino a Falchera, ndr) con una navetta della linea 50. Un’operazione mirata a rafforzare il servizio”.


Con il ritorno negli uffici e soprattutto nelle scuole, sono migliaia i cittadini che quotidianamente scelgono di usufruire del servizio per raggiungere il proprio luogo di lavoro o istruzione. Per gestire la confusione all’interno dei mezzi, Gtt ha quindi studiato una soluzione basata sul contatto diretto tra le singole vetture e la centrale operativa. “Ad oggi, i protocolli anti-Covid danno ai conducenti dei mezzi di controllare le presenze a bordo. I controllori servono invece per far pagare il biglietto e operano in fermata. A bordo, ogni autista ha la possibilità di comunicare le situazioni di rischio alla centrale operativa: si tratta di un pulsante con cui chi guida entra in contatto con la centrale, segnalando qualsiasi tipo di problema. Un modo per gestire il traffico di passeggeri e, quando serve, intervenire inserendo un turno flessibile su una determinata linea che risulta affollata”. Talvolta si registra qualche episodio di non facile gestione nelle ore di maggior accesso ai mezzi. Ma molto dipende anche dalla collaborazione dei passeggeri: senza un po’ di senso civico e di attenzione alla sicurezza di tutti, non c’è controllo che tenga. Neanche sui mezzi.