Svetlana Aleksievic aprirà la nuova edizione del Salone del Libro, ma manca ancora il direttore

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Ancora non c’è il successore di Nicola Lagioia come direttore del Salone del Libro. “Avremmo voluto annunciarlo oggi – ha detto Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino, la Città del Libro – speriamo di farlo il prima possibile”. Un mancato annuncio che era ormai previsto ma che non cancella battute polemiche e dietrologie sulle motivazioni, tecniche, politiche o personali che siano. Era stata avanzata nei giorni scorsi la proposta del duo Loewenthal-Giordano ma, se la prima si era data disponibile, il secondo si è detto, almeno allo stato, non disponibile a un ticket.

E così alla prima conferenza stampa dell’anno, quella che tradizionalmente offre le anticipazioni dal programma della kermesse, i nomi fatti sono altri, quelli degli ospiti di prestigio. A inaugurare la XXXV edizione del Salone in programma dal 18 al 22 maggio sarà Svetlana Aleksievic, la scrittrice bielorussa nata in Ucraina che nel 2015 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. “Tutti i festival la vorrebbero in un momento storico come questo”, ha detto il direttore uscente Nicola Lagioia. L’incontro di apertura vedrà Aleksievic in dialogo con Loredana Lipperini.

Il tema del Salone del Libro 2023 sarà “Attraverso lo specchio… E quel che Alice vi trovò”. L’illustrazione, creata dall’artista Elisa Talentino, è il racconto di un viaggio tra reale e fantastico, tra veglia e sogno. “Davanti allo specchio ci sono due figure mitiche: Narciso e Alice”, ha detto Lagioia invitando i lettori a fare un salto in mondi ancora sconosciuti. “Mentre Narciso vede sé stesso, Alice ha la capacità di attraversarlo. Il Salone non è solo un luogo in cui si vendono libri, è un luogo di trasformazione della realtà”. 

Negli anni il Salone ha avuto diversi Paesi ospiti. L’ultima è stata la Germania nel 2015. “Nel 2023 torna il Paese ospite, sarà l’Albania”, spiega Giovanna Solimando, responsabile delle relazioni istituzionali. “Per Paesi come l’Albania, con un passato lungo mezzo secolo di totale isolamento, la cultura è stata l’unico ponte di comunicazione con il mondo, lo specchio attraverso il quale il mondo vedeva noi e noi vedevamo noi stessi”, ha detto la Ministra della Cultura dell’Albania Elva Margariti. La regione ospite di quest’edizione invece sarà la Sardegna, a cui sarà dedicato uno spazio espositivo al Lingotto.

Il programma di “Attraverso lo specchio” – che sarà reso pubblico nella sua interezza ad aprile – inizierà con l’evento pre-inaugurale in collaborazione con Rai Radio3 la sera di mercoledì 17 maggio. Seguiranno poi ospiti rilevanti nel panorama mondiale come Mark Z. Danielewski, Virginie Despentes, Barry Gifford, Paco Roca, il Premio Nobel nigeriano Wole Soyinka, il fondatore di Lonely Planet Tony Wheeler, Amanda Lear, Melania G. Mazzucco e Alessandro Barbero. Salirà sul palco anche la cultura dello sport con Federica Pellegrini.

Tante anche le novità, anche in termini di spazi. Il Salone si allarga occupando la pista 500 dove si trova la Pinacoteca Agnelli. E si espande anche a livello internazionale: sono 371 le richieste arrivate da 55 Paesi differenti, oltre la media di qualsiasi edizione precedente. “In un momento in cui tante cose vengono percepite in maniera negativa, vedere il simbolo della cultura, il libro, coinvolgere tante persone è un ottimo messaggio per il futuro”, ha detto il sindaco Lo Russo.

Gli attori principali che si muovono intorno al Salone, dunque, hanno alcuni motivi per mostrare ottimismo e minimizzare il tira e molla che dura da mesi per la nomina dell’erede di Lagioia. Il presidente della Regione Alberto Cirio ha negato interferenze politiche: “Il Salone è un luogo di libertà, non ha un colore politico”. E d’accordo si è detto il presidente della fondazione Circolo dei Lettori Giulio Biino: “È un evento pluralista in tutti i sensi, non solo è una questione di colori. È pluralista anche nella questione dell’età. Si indirizza a tutti: studenti, anziani, cittadini comuni, addetti ai lavori, professionisti”.

D’altronde, secondo il direttore uscente, tre sono gli ingredienti chiave per il successo dell’evento. In primo luogo, proprio, “la questione del pluralismo che non è da mettere in dubbio”, ha ribadito. Poi l’indipendenza, “se così non fosse Svetlana Aleksievic non verrebbe ad aprire questo evento”. E infine “la squadra che siamo riusciti a costruire, che credo sia una delle migliori al mondo”.