“Sui morti sul lavoro Sanremo poteva osare di più”

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“E’ bravo, ma non si applica”. Con questo grande classico scolastico si potrebbe descrivere come il Festival di Sanremo di quest’anno abbia trattato il tema delle morti sul lavoro. Passata la “bufera Travolta”, rea di avere oscurato anche il discusso momento sulla violenza di genere, il terzo appuntamento sembrava partire su tutt’altre basi.

Nonostante un bellissimo monologo di Teresa Mannino, la serata registra un altro momento di dibattito e critica.

Si parla di vittime sul lavoro e lo si fa con la canzone di Paolo Jannacci e Stefano Massini “L’uomo nel lampo”, che racconta di un padre che non c’è più e non potrà vedere crescere suo figlio. Un momento toccante, ma che secondo Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e lavoro, poteva osare un po’ di più.

“Abbiamo apprezzato che venisse trattato un tema di attualità come le morti sul lavoro, però serviva un ulteriore sforzo. La canzone è poetica, ma il finale romantico, col lavoratore morto che vorrebbe perdonare, si poteva evitare. Non c’è stato un minimo accenno a chi è stato il responsabile della sua morte, che appare una fatalità o un destino ineluttabile. Serviva un racconto più incisivo e più approfondito, per dare al pubblico gli strumenti per comprendere il fenomeno della sicurezza sul luogo di lavoro. E’ stata un’occasione persa per denunciare tutti quei datori che non investono e non si prendono cura delle risorse umane all’interno di un’azienda. Il messaggio che è passato è che ci sono tante vittime, ma chi sono i colpevoli? Non sono morti ‘bianche’, non sono morti innocenti: ci sono sempre responsabilità ben precise”.

Altro elemento di discussione per Quirico è stato il comportamento di Jannacci una volta conclusa l’esibizione: “Mentre Massini appariva commosso nell’affrontare una tematica così difficile e dolorosa, non si può proprio vedere Paolo Jannacci saltare, esultare e ridere come avesse vinto il Festival, al termine della canzone. Assolutamente fuori luogo. Le persone che muoiono o si infortunano sul lavoro meritano maggior considerazione: dovevano essere loro le protagoniste, non lui. Forse sarebbe stato meglio invitare un familiare sul palco per fare capire cosa si prova quando si perde qualcuno per la negligenza altrui. Ma forse certe dichiarazioni erano un po’ troppo per una prima serata su Rai 1”.