Regina Margherita autonomo, dubbi sui costi

L’ospedale pediatrico Regina Margherita è al centro delle notizie di cronaca per la questione legata a Chiara Ferragni. Nel frattempo, c’è il via libera del Consiglio regionale alla proposta del centrodestra di rendere il polo, centro di eccellenza nazionale per la pediatria, un’azienda ospedaliera autonoma, staccandolo da Città della salute.

“Il Regina Margherita imbocca oggi la strada dell’autonomia per diventare a tutti gli effetti un’azienda ospedaliera indipendente”, festeggia Alberto Preioni, capogruppo della Lega, secondo cui “— “l’ospedale pediatrico, già esempio di eccellenza sanitaria, compie il primo passo per diventare un Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) riconosciuto dal Ministero. Il Regina Margherita, proprio perché è già strutturato con queste specificità, risulta idoneo a diventare un presidio ospedaliero autonomo. Inoltre, scorporare l’ospedale pediatrico dalla nuova Città della salute e della scienza va incontro anche a una maggiore funzionalità ed efficienza amministrativa, anche sotto il profilo economico”.

Ma dall’opposizione si levano voci molto preoccupate. Per Raffaele Gallo, presidente del Pd, e Daniele Valle, vicepresidente del Consiglio Regionale, “nulla è chiaro: né il percorso di scorporo, né i costi e nemmeno come verranno ridisegnati i servizi per i piccoli pazienti. Al momento si precisa che il processo non genererà costi e, qualora li generasse, eventuali oneri per l’attivazione troveranno copertura nelle risorse per servizio sanitario. Peccato che le risorse nazionali per la sanità, per scelte del governo Meloni, siano in contrazione e, quindi, non riusciamo a capire come potranno essere coperti questi costi. Nonostante la delibera veda scritto ‘senza oneri aggiuntivi’, non siamo riusciti ad ottenere una quantificazione dei costi che comporterà lo scorporo del Regina Margherita dal Parco della Salute costi, né si avverte la necessità di tentare di quantificare le varie partite contabili. Si è scelto di procedere alla cieca, nonostante tutte le relazioni confermino che occorrerà duplicare una serie di servizi e saranno necessari interventi di tipo strutturale”.

Inoltre, secondo i dem, rendere autonomo il Regina Margherita porta a più burocrazia: “Da gennaio serviranno più pratiche per poter continuare a fare quello che si è fatto fino a oggi. Basti pensare a una madre, in carico al S. Anna, mentre il figlio è in carico al Regina, nella stessa stanza, afferente a non si sa quale dei due presidi, e sotto il controllo di personale afferente al Regina (l’infermiere pediatrico) e al S. Anna (ostetricia, ginecologia). Un pasticcio che riteniamo non salvaguardi la salute della donna e che, separando ostetricia da neonatologia comporti un arretramento organizzativo importante”, concludono Gallo e Valle.

La Juventus al Regina Margherita

Nel pomeriggio di martedì 19 dicembre, intanto, c’è stata la visita della Juventus ai bambini dell’ospedale pediatrico Regina Margherita e di Casa Ugi (Unione genitori italiani). Una delegazione della squadra bianconera — l’allenatore Massimiliano Allegri, il presidente Gianluca Ferrero e alcuni giocatori tra cui Alex Sandro, Federico Chiesa e Federico Gatti — si è recata in ospedale per fare gli auguri e per consegnare i regali di Natale ai pazienti del reparto di oncoematologia pediatrica, del cento trapianti e del Hospice Isola di Margherita.