Popolazione in calo, gli stranieri crescono

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Parlare di crisi demografica non è una novità. Il calo delle nascite e un’etá media sempre più anziana stanno portando a una diminuzione della popolazione: nel 2022, rispetto all’anno precedente, la città ha perso piú di tremila abitanti. Il numero sarebbe però quasi il doppio se non fosse per l’aumento della popolazione straniera, il 16% dei residenti torinesi. Una crescita (+ 2508) che comunque non si discosta troppo dal numero degli ultimi sette anni. “Dal 2013 la presenza di stranieri comunitari e non si è andata stabilizzando. Gli strumenti di integrazione devono seguire una gestione di tipo ordinaria e non straordinaria”, ha detto, Donato Cafagna, prefetto di Torino, alla presentazione del 25esimo rapporto dell’Osservatorio interistituzionale sugli stranieri in provincia di Torino.

Una fetta di popolazione in crescita e giovane, soprattutto se comparata al dato della città dove si stima che una persona su quattro sia over 64. Tra gli stranieri residenti in città, i più numerosi hanno un età che va dai 35 ai 39 anni e sono perlopiù di origini rumene, marocchine e cinesi. E se si guarda agli under 64 con minimo 15 anni, il dato va oltre i due terzi della totalità. I minori stranieri, da 0 ai 17 anni, rappresentano invece quasi il 23% dei residenti torinesi minorenni. Perlopiù si tratta di bambini e ragazzi di seconda generazione e per cui è necessario, hanno osservato gli enti partecipanti al report, ci siano delle politiche efficaci per l’integrazione del tessuto sociale ed economico. La distribuzione della popolazione straniera al momento è infatti disomogenea e concentrata nelle circoscrizioni 5 e 6, dove raggiunge il 25%. Il numero delle donne è maggiore rispetto agli uomini in queste circoscrizioni così come anche in generale tra i residenti stranieri, tra cui stanno aumentando per entrambi i sessi i nuclei familiari singoli. Dal 2001 al 2022, gli uomini e e le donne sole sono cresciuti di più del doppio.

Minori non accompagnati

Un altro capitolo è quello dei minori stranieri non accompagnati, il cui numero è salito da 325 nel 2021 a 720 nel 2022 (presentati all’Ufficio minori stranieri con necessità di accoglienza). Si tratta, in prevalenza, di ragazzi maschi tra i 15 ai 17 anni e provenienti da Egitto, Albania e Turchia. Per un totale, nell’anno, di 897 persone minori con bisogno di prima accoglienza, in questo caso, composta da diverse possibilità. L’accoglienza comunitaria è quelle che prevale, seguita da quella educativa – residenziale. Il 13% dei minori non accompagnati è stato invece collocato nel gruppo appartamento per giovani e adolescenti. Mentre un 20% nel cosiddetto “altro” che prevede strutture di emergenza e anche i Centri di accoglienza e servizi (Cas), di solito riservati agli adulti, insieme a una figura di accompagnamento.

“C’è l’accoglienza ma non basta, la necessità è di un servizio di inclusione attraverso percorsi strutturali”, afferma Roberta Ricucci, professoressa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Torino.