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Piste ciclabili, il progetto Pedalé per una Torino più verde

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Due ruote, un sellino, una catena lubrificata: Torino si colora sempre più di verde, ma sulle piste ciclabili servono interventi di manutenzione. Legambiente si pone in prima fila per la sicurezza dei ciclisti, portando avanti il progetto Pedalé, Bici senza freni: una campagna di raccolta fondi per dare vita a uno sportello fisico e virtuale attraverso cui raccogliere le segnalazioni dei cittadini sulle criticità dei percorsi dedicati alle bici e, di conseguenza, intervenire con riparazione e manutenzione. “Per realizzare il progetto abbiamo bisogno di raggiungere la somma di 3mila euro e del contributo di tutti i cittadini”, afferma Alice De Marco, direttrice di Legambiente Piemonte e Valle D’Aosta.

Negli ultimi anni il Comune ha favorito la realizzazione di nuove ciclopiste e ha disposto una serie di infrastrutture, allo scopo di promuovere l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti urbani e, di conseguenza, ridurre l’inquinamento ambientale provocato dai veicoli a motore. Oggi, però, la condizione di alcuni percorsi ciclabili non è delle migliori.


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“Vorremmo aprire lo sportello per raccogliere le segnalazioni dei cittadini che, usando le ciclabili, si accorgono che c’è qualcosa che non va – continua De Marco -. I reclami verranno sottoposti, prima, alla Consulta, poi all’amministrazione pubblica, a cui spetta il compito di risolvere le problematiche”. L’obiettivo è “rendere le piste ciclabili più sicure e fruibili, in particolare in Lungo Dora Siena, Corso Francia (Nord e Sud), Corso Castelfidardo, Via Bertola e Via Nizza: zone in cui i passaggi mensili rilevati dai sensori posizionati sotto il manto stradale raccontano la storia di una comunità di bikers in costante crescita”, spiega.

Oltre al potenziamento delle aree povere di spazi destinati alle bici, Legambiente intende migliorare lo stato delle ciclabili già esistenti. “Vogliamo partire dallo stato attuale – afferma De Marco -. Siamo d’accordo sul fatto di potenziare, ma l’idea principale è capire cosa è stato già fatto e implementare il presente”.

“Le ciclabili più vecchie necessitano di interventi – spiega Diego Vezza, membro della Consulta della mobilità ciclistica e della moderazione del traffico –, soprattutto quelle di Corso Mediterraneo e Corso Castelfidardo che rappresentano le ciclabili più battute e trafficate della città e, per questo, necessitano di manutenzione e riparazione delle mattonelle sconnesse”. In particolare, la ciclabile di Castelfidardo, su cui sono stati registrati dai sensori oltre 57mila passaggi solo nel mese di aprile 2021 (un dato che testimonia il traffico nella zona), costituisce “la priorità nell’elenco delle manutenzioni da effettuare”, afferma Vezza.

Le infrastrutture torinesi dedicate alle bici sono costituite dalle piste ciclabili, zone riservate esclusivamente ai ciclisti; le corsie ciclabili, uno spazio promiscuo su strada su cui possono transitare auto e bici, le quali però hanno la priorità; e i controviali (quelli già esistenti sono su corso Vittorio e corso Francia), ampi spazi di strada per auto e bici, in cui la velocità dei veicoli è fissata ai 20 km/h per garantire la precedenza e la sicurezza dei ciclisti. Esistono, poi, anche le zone avanzate: aree rosse antistanti rispetto alla linea di stop agli incroci, che permettono a chi è in bici di non respirare i gas di scarico e di essere maggiormente visibili.

Tra le criticità riscontrate vi sono i tratti disconnessi delle ciclabili: “Buche, toppe, tratti in cemento intervallati da tratti in piastrelle sono solo alcune delle problematiche”, afferma la direttrice di Legambiente. In particolare la pista nel parco della Pellerina “è inutilizzato, perché totalmente scollegato dalla rete”, sottolinea.

I percorsi non connessi con il resto del tracciato rappresentano un problema evidente: “In alcuni tratti la ciclabile terminava nel nulla e i ciclisti si ritrovavano disorientati – spiega Vezza -. Una delle azioni già fatte, e che devono essere portate avanti ancora, è la connessione delle ciclabili esistenti alle restanti, creandone di nuove. In particolare sono stati intercettati i percorsi che finivano nel nulla in via Cavalli e via Cialdini ed è stata realizzata una corsia apposita”.

A favore del miglioramento delle ciclopiste a Torino, il ministero ha stanziato 4,9 milioni di euro da investire nel potenziamento e nella realizzazione di spazi destinati alle bici, incoraggiando i cittadini a prediligerle come mezzo di trasporto principale. “Il piano proposto dalla Consulta – spiega Vezza – prevede di cambiare la geometria dello spazio pubblico e della strada in alcune zone specifiche: via Lancia, via Gorizia, corso Vercelli e strada Lanzo. Il progetto, già finanziato, attende solo di essere realizzato e i lavori di implementazione dovranno essere terminati entro l’estate 2022”.