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‘Ndrangheta, Morabito e Pasquino: catturati i re del narcotraffico tra Brasile e Italia

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Rocco Morabito e Vincenzo Pasquino hanno continuato a gestire il traffico internazionale di stupefacenti nella latitanza dorata del Brasile. L’arresto di entrambi in un’abitazione di João Pessoa, a nord-est del paese, nella serata del 24 maggio, evidenzia la capacità delle locali di ‘ndrangheta di mantenere legami forti con la terra madre – la Calabria – pur gestendo traffici illeciti internazionali. Africo nuovo, paese di poco meno di 3 mila abitanti sul litorale jonico reggino, è terra e centro di potere del boss Rocco Morabito, esponente di spicco del narcotraffico internazionale. Torino è la città dove Vincenzo Pasquino è nato, cresciuto e ha fatto strada da affiliato del clan di Volpiano. Hanno deciso di incontrarsi, ma stavolta è andata male.

La mappa dei luoghi dei boss

di Edoardo Di Salvo

“Le modalità dell’arresto confermano la continuità nella gestione dei traffici”, ha detto Giovanni Bombardieri, Procuratore della repubblica di Reggio Calabria durante la conferenza stampa che si è svolta online nel pomeriggio di ieri, 25 maggio. All’incontro hanno partecipato tutti gli esponenti delle forze di polizia e delle autorità giudiziarie coinvolte nell’operazione. Presente anche il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, che ha sottolineato l’importanza dell’arresto dei due latitanti, reso possibile solo grazie a un’intensa cooperazione internazionale.

L’attività è in effetti imponente, coordinata da Interpol, l’organizzazione di polizia criminale promotrice di I-Can (Interpol cooperation against ‘ndrangheta), un’iniziativa di contrasto internazionale triennale (2020-2023) dedicata proprio alla mafia calabrese. Per l’Italia hanno operato le Direzioni distrettuali antimafia, i comandi provinciali dei carabinieri, i raggruppamenti operativi speciali (ros) e le procure di Torino e Reggio Calabria; per il Sudamerica la Fiscalía General de la Nación dell’Uruguay, la Policia Federal del Brasile, ma anche la Dea (Drug enforcement administration) e l’Fbi per parte statunitense.

Jürgen Stock è Segretario generale di Interpol.

Si parte dall’Uruguay dove Morabito, prima dell’evasione dal carcere “Central” di Montevideo nel giugno 2019, si era rifatto una vita con un falso nome e con un’attività di copertura. Aveva deciso di dedicarsi al commercio all’ingrosso di soia, e aveva formato una nuova famiglia. Dopo l’evasione si innesca una maggior cooperazione tra le autorità uruguayane e italiane, che porta a individuare il boss di Africo nuovo in Brasile. Qui Morabito vive una nuova normalità: continua a gestire il traffico di droghe – principalmente cocaina – verso l’Europa, coordinandosi e stringendo accordi con le altri locali proiettate in Sudamerica, fra cui, appunto, quella di Volpiano.

Vincenzo Pasquino, trentunenne torinese ma originario della Calabria, nell’ottobre 2019 era stato colpito da una misura cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione Cerbero, indagine che ha disvelato le gerarchie di ‘ndrangheta a Volpiano. Nel gennaio 2020 il Gip di Torino ne aveva dichiarato la latitanza.

Come sottolineato dalla procuratore capo di Torino Anna Maria Loreto, la carriera criminale di Pasquino ha avuto un’escalation dopo l’arresto di Nicola e Patrick Assisi, esponenti di spicco del clan di ‘ndrangheta di Volpiano. Erano stati condannati entrambi in contumacia per associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti nel luglio 2017, e catturati in Brasile da latitanti nel luglio 2019. Dalle investigazioni è emerso che Pasquino fosse l’erede degli interessi degli Assisi: un “ponte” tra Italia, Spagna e cartelli sudamericani.

Nella casa di João Pessoa le forze di polizia hanno anche trovato schede telefoniche, smartphone e documenti che saranno oggetto di analisi nei prossimi giorni. Morabito e Pasquino sono stati trasferiti all’aeroporto di Brasilia. Per entrambi è attesa l’estradizione in Italia: il boss di Africo nuovo dovrà scontare una condanna definitiva a 30 anni di carcere per associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti. Pasquino è ancora sotto processo nell’ambito dell’indagine Cerbero sul clan di Volpiano.