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Arrestato in Brasile Rocco Morabito, con lui la ‘Ndrangheta ha conquistato il Sudamerica

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Meno uno. Dall’elenco dei boss più pericolosi ancora latitanti, bisogna spuntare un nome. E non uno di poco peso. Nella giornata di ieri, lunedì 24 maggio, uno dei capi della ‘Ndrangheta Rocco Morabito è stato fermato a Joao Pessoa, in Brasile. Esponente di spicco della mafia calabrese, era già stato arrestato in Uruguay nel 2017, riuscendo poi a evadere due anni dopo, il 24 giugno 2019. Morabito era considerato tra i più importanti boss mafiosi ancora in libertà: il suo nome compariva al secondo posto della lista dei criminali di massima pericolosità del ministero dell’Interno, superato solo da Matteo Messina Denaro. Insieme a lui al momento dell’arresto, c’era anche Vincenzo Pasquino, altro super trafficante che aveva la sua base a Torino, ennesimo segnale che la ‘Ndrangheta non conosce confini.

Nato ad Africo nel 1966, al di fuori del biennio 2017-2019, era latitante dal 1994 e in Italia deve scontare trent’anni per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. La sua carriera criminale è iniziata prestissimo, la sua famiglia, la cosca dei Morabito, è una delle ‘ndrine più potenti della Calabria, capi assoluti della Locride. Fin da giovane ha scelto Milano come base operativa, dove gestiva un regno criminale che aveva nella cocaina la propria fonte di tesori. Poi il regno è diventato impero, i radar degli investigatori si sono fatti più vicini, e il boss è stato costretto alla prima fuga. Da lì diventa un fantasma, le apparizioni si fanno sempre più rare. Durante gli anni ’90 fa la spola tra l’Italia e il Sudamerica, fin quando a inizio anni Duemila quando si stabilisce in Uruguay, vestendo i panni dell’imprenditore brasiliano Francisco Antonio Capeletto Souza, attivo nel settore dell’import-export e nella coltivazione intensiva di soia. Non rinunciava a vivere nel lusso, la sua villa con piscina sorgeva nell’esclusivo quartiere di Beverly Hills, accanto a moltissime star americane ed internazionali.

L’Interpol aveva i fari accesi su Rocco Morabito dal 1988, in un report l’agenzia spiega che il boss tra il 1992 e il 1993 avrebbe tentato di importare dal Brasile circa mille chili di cocaina. Ora il viaggio sembra finito, ed è vero che una volta caduto un re non necessariamente accade lo stesso al suo impero, ma la lotta al narcotraffico internazionale da oggi prosegue, se non altro, con più fiducia