Nuove regole sui monopattini in sharing: tutto rinviato all’estate

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Il riordino dei monopattini elettrici in città è rinviato all’estate. Dopo l’addio amaro di ToBike, arriva infatti la sospensione del nuovo disciplinare relativo ai monopattini in sharing. Lo ha stabilito il Tar Piemonte l’8 febbraio scorso, accogliendo il ricorso di una delle ditte partecipanti al bando comunale. 

Dal 1o febbraio 2023, in città avrebbero dovuto entrare in vigore le nuove regole individuate dal Comune per la micro mobilità a propulsione elettrica: soltanto 4 ditte operanti sul territorio, con una flotta di 750 mezzi ciascuno e regole più precise per contrastare l’uso scorretto e la sosta selvaggia dei mezzi. Al termine della procedura di selezione, il punteggio più alto era stato assegnato a Dott, Bird, Link e Helbiz, ma la Voy Technology Italia Srl aveva presentato ricorso al Tar. Al centro del ricorso, uno dei criteri di valutazione inseriti nel bando, cioè la “presenza dell’operatore nei Comuni confinanti con Torino”. Un criterio che, si legge nell’ordinanza del Tar, “non appare strettamente pertinente con l’oggetto del servizio, né proporzionato rispetto ai legittimi obiettivi di interoperabilità dei servizi tra territori comunali”. Motivazioni per cui il Tribunale ha ritenuto di accogliere l’istanza cautelare, sospendendo l’efficacia dei provvedimenti. Nulla di fatto, dunque, fino all’estate, con l’udienza pubblica fissata per il 21 giugno 2023. Nel frattempo, cosa cambierà per i cittadini? Di fatto nulla, poiché, proprio per garantire ai cittadini la possibilità di usufruire dei monopattini elettrici a noleggio, il Comune ha già deliberato la proroga del servizio attualmente in vigore fino al 27 luglio 2023. 

I monopattini non mancano

Gli utenti del servizio potranno, dunque, continuare ad usufruirne con le stesse modalità adottate fino ad oggi. In città, i mezzi non mancano. Soltanto per quanto riguarda i monopattini, attualmente sono attivi 8 operatori, ciascuno con massimo 500 mezzi, per un totale di circa 4 mila monopattini. Mezzi che vengono sempre più usati, come hanno evidenziato anche i risultati del Giretto d’Italia – bike to work 2022, campionato nazionale di ciclabilità urbana organizzato da Legambiente in collaborazione con Euromobility: lo scorso 16 settembre, infatti, Torino si è piazzata sul podio come terza tra le quaranta città campionate per numero di monopattini e mezzi elettrici monitorati.

Le regole per la sosta e il corretto utilizzo

Di qui (ma non solo) la necessità di regolamentarne l’utilizzo e la sosta, che il Comune aveva cercato di affrontare con il nuovo disciplinare ora sospeso dal Tar. In primis, ricordano da Palazzo civico, per l’utilizzo di mezzi di questo tipo si applicano le regole del codice della strada. Non si può parcheggiare ovunque, insomma, come invece appare passeggiando in tutte le grandi città. I mezzi sono sanzionabili se creano impedimento, se contravvengono al codice della strada, se vengono abbandonati sui marciapiedi o in divieto di sosta. Il problema? Allo stato attuale, non è immediato risalire all’utente che ha abbandonato il mezzo e così, salvo interventi in flagranza, è assai difficile sanzionare le soste selvagge dei micro-mezzi. Con il nuovo bando, la Città di Torino aveva introdotto norme ad hoc, come la presenza di un numero identificativo ben visibile esposto su ogni mezzo, che desse la possibilità, in caso di infrazioni, di risalire più agevolmente all’utente responsabile. O ancora: la creazioni di stalli dedicati esclusivamente a monopattini e biciclette in sharing, con l’adozione da parte degli operatori di sistemi capaci di impedire la sosta o il termine del viaggio in zone di sosta non idonee. Tutto rinviato, dunque, ma non certo abbandonato, in una città dove la mobilità sostenibile in sharing offre numeri decisamente importanti. Quanto alle regole, per ora vale e continuerà a valere il rispetto del codice della strada.