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La rinascita delle Officine Savigliano

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Un pezzo di periferia che diventa centro. È un giorno di rinascita per le Officine Savigliano, punto storico dell’industria bellica di Torino. L’edifico, situato sulla spina 3 del parco Dora, ha aperto le porte al pubblico sotto una nuova veste. La piazza lineare, comprendente oltre tremila metri quadri dapprima lasciati in uno stato di abbandono, è da oggi destinata ad un progetto di rigenerazione urbana.

Spazi outdoor e indoor che si mescoleranno ad attività di ristoro e di intrattenimento, sotto l’insegna della nuova denominazione: Officine S. Il tutto all’interno della cornice del parco Dora, luogo che da oltre vent’anni è protagonista di un progetto di rigenerazione urbana che la vedrà al centro della nuova Torino, incastonata con alcuni dei nodi focali della città, dalla stazione di Porta Susa fino alle gemelle Officine Grandi Riparazioni

L’eredità storica delle Officine

Un progetto che, fin dagli albori, si è rivelato una sfida e al contempo una responsabilità per l’eredità storica di Torino, come racconta Massimo Teppa, direttore del gruppo Policentro. “Si è trattata di una delle operazioni più difficili nella nostra storia aziendale, e merita attenzione proprio per le caratteristiche dell’edificio. Basti pensare a cosa nel secolo passato è stato ideato all’intero di queste mura. Le paratie in metallo della stazione centrale di Milano sono state progettate proprio qui. Questo offre la dimensione della portata storica di questo edificio”.

Una ristrutturazione che è partita da lontano. Per concepire la nuova versione delle Officine sono serviti oltre sei mesi di analisi, necessari per coniugare agli obiettivi aziendali anche dei risvolti che andassero a beneficio della comunità. “La parola d’ordine del progetto – commenta Teppa – era socialità. Nelle nostre idee l’edificio doveva essere un luogo di aggregazione, dove poter gustare una birra, vedere un film con tutta la famiglia o anche solo incontrarsi”.

Un cantiere in continuo aggiornamento

Obiettivi che hanno portato a una concezione alternativa degli spazi esterni, che ospiteranno in futuro dehors per attirare l’attenzione dei curiosi da via Mortara. Un edifico che torna alla vita ma al contempo un cantiere. I lavori di ammodernamento continueranno anche nei prossimi dei mesi. Periodo in cui la società aprirà le porte anche al lavoro di designer, chiamati a candidarsi per realizzare i migliori interni.

“Vorremmo – conclude Teppa – che la gente entrasse e rimanesse a bocca aperta. Spero che questo nuovo centro abbia conseguenze positive per il tessuto del quartiere. È situato in una zona che si allaccia ad un territorio conosciuto tra il popolare e il medio borghese, ma nelle nostre intenzioni è progettato affinché sia il piu inclusivo possibile. Desideriamo che il successo di questa operazione porti a ricadute positive anche per i quartieri limitrofi”.