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La Nazionale di Mancini ha riacceso la passione per la maglia azzurra

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Non perde da due anni e mezzo la Nazionale italiana di calcio. E se stasera dovesse arrivare il successo contro la non irresistibile Lituania, il ct Roberto Mancini raggiungerebbe il traguardo dei 25 risultati utili consecutivi sulla panchina degli azzurri, eguagliando Marcello Lippi. E dire che la situazione al suo arrivo non era proprio delle migliori, con l’Italia reduce dalla clamorosa esclusione dai Mondiali di Russia 2018. Come ha fatto il tecnico di Jesi a resuscitare la Nazionale, riaccendendo l’entusiasmo dei tifosi?

Fuoco sotto la cenere

Il 13 novembre 2017 è la data più nefasta per il calcio italiano: pareggiando a San Siro contro la Svezia nel ritorno dei playoff (dopo aver perso all’andata a Stoccolma per 1-0) l’Italia non riesce a qualificarsi alla fase finale dei Mondiali. Era successo solo una volta, nel 1958. La disfatta costa al ct Giampiero Ventura l’esonero immediato e una figuraccia in mondovisione, ma è solo il punto più basso di un declino decennale.

Dopo la vittoria dei mondiali in Germania nel 2006 sotto la guida di Marcello Lippi, gli anni successivi sono stati avari di soddisfazioni per gli azzurri. L’eliminazione ai quarti di finale degli Europei del 2008, ai calci di rigore per mano della Spagna, diede il via al periodo di dominio delle Furie Rosse. Segu el’esonero del Ct Roberto Donadoni, al suo posto torna il campione del mondo in carica Marcello Lippi, che guida gli azzurri al Mondiale in Sudafrica del 2010. Le speranze di bissare il trionfo di quattro anni prima vengono però deluse e gli azzurri sono fuori già ai gironi. Non meglio quattro anni dopo in Brasile, quando sulla panchina degli azzurri siede Cesare Prandelli: le sconfitte contro Costa Rica e Uruguay condannano l’Italia a fare le valigie prima della fase a eliminazione diretta. Nessuna eliminazione ai gironi invece ai mondiali del 2018 in Russia, ma solo perché ai quei mondiali la Nazionale non ci arriva nemmeno, dopo essersi incartata su se stessa. Con l’eccezione degli Europei del 2012, dove l’Italia raggiunge la finale prima di essere sonoramente sconfitta dalla Spagna, sono risultati indicativi del declino del movimento calcistico nazionale. La squadra è vecchia, demotivata, con uno zoccolo duro che vive di rendita dai fasti del 2006. Anche i tifosi sembrano stanchi, e gli ascolti in tv della Nazionale calano a picco. Quando assume l’incarico di commissario tecnico il 14 maggio 2018, Roberto Mancini ha davanti una montagna da scalare: è il momento di cambiare tutto.

L’ex allenatore di Lazio, Inter e Manchester City capisce che la squadra va ricostruita dalle fondamenta, e, salvo le eccezioni Bonucci e Chiellini e Immobile in attacco, decide di aprire la porta di Coverciano ai giovani. Donnarumma, Bastoni, Barella, Chiesa, Locatelli, Zaniolo, Berardi: sono loro i protagonisti del nuovo corso azzurro. Partita dopo partita, con un gioco divertente (rinunciando al solito “catenaccio”), la Nazionale di Mancini macina risultati. Non sorprenda, quindi, che l’ultima sconfitta sia datata 10 settembre 2018, una fetta di tempo assai grande per i tempi del calcio. I risultati positivi convincono anche i tifosi, che tornano a seguire in massa la squadra, anche quando il Coronavirus costringe ad abbandonare gli spalti per accomodarsi su divani più comodi ma parimenti più lontani dalle emozioni: la partita di domenica scorsa contro la Bulgaria è stata seguita da più di 6 milioni di telespettatori. Gli stadi sono chiusi, ma il nuovo entusiasmo per gli azzurri si percepisce anche a distanza: sui social la pagina Instagram della Nazionale conta 3 milioni di follower. Merito anche delle ragazze di Milena Bartolini, protagoniste di un ottimo mondiale nel 2019 quando i loro colleghi maschi ancora arrancavano.

Un Europeo tutto da scrivere

La Nazionale di Mancini arriva a Euro2020 (il torneo doveva disputarsi l’estate scorsa, ma il Covid ha fatto slittare tutto di un anno) come una delle favorite per la vittoria finale. Impensabile, ricordando le nubi di un paio d’anni fa. Merito di Mancini e dei suoi ragazzi, che ora sperano di giocare la partita d’esordio europeo (che si terrà proprio all’Olimpico di Roma, l’11 giugno) accompagnati dal calore dei tifosi; una possibilità legata al buon andamento della campagna vaccinale nel nostro Paese. Gli azzurri hanno tutte le carte in regola per giocarsela fino in fondo, alla pari di Francia, Inghilterra, Germania, Belgio e Spagna. In autunno sarà il turno della Nations League, giunta alla fase finale che si giocherà proprio in casa nostra. Le qualificazioni per i mondiali in Qatar del 2022 sono iniziate con due vittorie. La Nazionale italiana non ha alcuna intenzione di fermarsi, e i tifosi sperano tutti di tornare a festeggiare, come non succede da quindici anni.
E intanto stasera torneranno a tifare dai salotti di casa, diventanti spicchi di curva dello stesso stadio in cui da Milano a Palermo, da Cagliari a Bari, è finalmente riesplosa la passione azzurra.