La cerimonia (blindata) per il commissario Montesano

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Una cerimonia blindata, con i reporter guardati a vista, le mamme con i passeggini allontanate dal parco e diverse decine di agenti in uniforme e in borghese molto guardinghi. La visita del capo della polizia di stato Vittorio Pisani a Torino, che insieme al sindaco Lo Russo ha scoperta la targa con cui la Città onora la memoria dell’ex capo della mobile Giuseppe Montesano, ha animato così piazza Peyron, questa mattina, mercoledì 29 novembre.

Montesano è stato un importante uomo dello Stato (fu prefetto a Bologna, successivamente) e un brillante investigatore, fortemente legato alla storia di Torino in cui lavorò dal 1968 al 1980. Al punto da entrare nella storia della letteratura e del cinema ispirando il commissario Santamaria de La donna della domenica, il romanzo di Fruttero e Lucentini trasformato in film iconico da Luigi Comencini. E per tutti, da allora, il volto di Montesano si è confuso con quello di Marcello Mastroianni, chiamato a interpretare Santamaria nella pellicola che lo vide a fianco di Jacqueline Bisset e Jean-Louis Trintignant.

“Torino è la città che mio marito ha sempre amato – ha detto Adriana Di Lullo, vedova di Montesano, presente in piazza -. È stata una vita dura ma ha trionfato l’amore”. Per il capo della polizia Vittorio Pisani, Montesano, “è stato uno di quelli che ha inventato il mestiere sul campo e lo ha poi trasmesso ai suoi successori”.

Infine è intervenuto anche il sindaco Stefano Lo Russo: “Dietro ogni uomo c’è una grande donna che quando torna a casa lo accoglie – ha detto, indicando la vedova Di Lullo -. Prima di uomini di Stato siamo esseri umani. Lo Stato conferisce del potere ad alcuni dei suoi uomini e questo va usato con intelligenza e buona fede. Il prefetto è stato un grande torinese, anche se di adozione”.