“L’Europa cambia Torino, ma deve cambiare anche lei”

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Sono più di 300 gli interventi che sono stati o verranno finanziati con i fondi del Pnrr a Torino entro il 2026. Grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza il capoluogo piemontese cambierà per tanti aspetti il suo volto, con interventi infrastrutturali – come quelli riguardanti il parco del Valentino e Torino Esposizioni – e i servizi per la cittadinanza. E grazie alla piattaforma Torino Cambia i torinesi possono sapere come la città si trasformerà. Meno consapevolezza c’è forse sul fatto che l’Europa ha un ruolo importante in questo cambiamento. L’occasione per metterlo in luce è stata quindi l’incontro “L’Europa cambia Torino”, tenutosi nella mattinata del 9 febbraio nella Sala delle colonne di Palazzo civico.

L’incontro è stato però anche un’opportunità per riflettere sull’Europa in sé. “Il Trattato di Lisbona è vecchio, ne serve uno nuovo. Cercheremo di stimolare il dibattito durante la campagna elettorale per le elezioni europee”, ha detto Pier Virgilio Dastoli, presidente del Movimento europeo Italia. Una attesa di rinnovamento dell’Unione che risuona anche nelle parole del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha invitato al ripensamento delle istituzioni europee, troppo spesso distanti. Per Lo Russo, serve una svolta, a partire dal superamento del veto dei singoli Paesi nell’ambito delle votazioni che necessitano dell’unanimità.

Il periodo di avvicinamento alle elezioni del nuovo Parlamento Ue – che in Italia si terranno l’8 e il 9 giugno 2024, in concomitanza con le regionali e alcune amministrative – sembra propizio a queste riflessioni. Secondo la parlamentare europea ed ex presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, “è la prima volta che non si parla solo di fondi che dovranno arrivare, ma è in corso un dibattito politico e questo può contribuire a creare un cuore politico dell’Europa”. Bresso però invita anche le altre forze politiche a scendere sul piano del confronto dichiarando le proprie posizioni: FdI, sottolinea Bresso, ha detto di volere un’Europa confederale ma senza specificare la propria idea.

La prossima legislatura, ha detto in chiusura Dastoli, “sarà costituente, perché dovrà costituire la nuova Europa”. Se vuole fare la propria parte nel sistema internazionale che verrà, l’Unione deve crescere e concludere il suo processo di completamento.