“L’architetto e l’oracolo”: il futuro dell’IA secondo Gino Roncaglia

condividi

Il nuovo, per essere tale, ha bisogno di guardare al passato per imparare e, se possibile, superare quei limiti che costituiscono la tanto agognata soglia del progresso. Secondo il professor Gino Roncaglia, docente all’Università Roma Tre e autore di riferimento nel campo dell’editoria e dei nuovi media, tutto ciò è ancor più vero se si parla del futuro delle tecnologie che riguardano il sapere e la conoscenza umana.

Nella sua ultima opera intitolata “L’architetto e l’oracolo. Forme digitali del sapere da Wikipedia a ChatGPT“, Roncaglia mette in luce le prospettive di una stretta collaborazione tra il tradizionale modello enciclopedico dello scibile, organizzato in maniera sistemica, e le nuove opportunità di natura statistico-probabilistiche offerte dall’uso dell’intelligenza artificiale. La sfida e l’obiettivo sono – a un tempo – la definizione di un nuovo paradigma ontologico capace di far fronte alla complessità che contraddistingue quella che Roncaglia chiama “età della frammentazione”.

Dall’avvento del web all’intelligenza artificiale

Attraverso quattro periodizzazioni che vanno dal 1983, anno del film “War Games”, all’avvento di Mosaic e del world wide web (1992) e ancora dall’11 settembre 2001 fino ai nuovi Anni Venti, Roncaglia traccia l’evoluzione della società giuntà all'”età delle cattedrali”: dopo una prima fase di raccolta randomica dei contenuti, la Rete si sviluppa fino a diventare terreno prediletto per un’informazione sempre più virale che muta, per così dire, la propria entropia raggiungendo essa stessa gli utenti. La conseguenza di questo processo è la viralità di contenuti che ci passano davanti mentre scrolliamo le homepage di schermi diventati, nel frattempo, sempre più piccoli e sparpagliati un po’ ovunque, ritrovandoceli in tasca e perfino al polso.

Frutto di un processo che, secondo Roncaglia, ricalca in toto lo sviluppo della scrittura fin dai suoi albori, l’informazione dei giorni nostri è contrassegnata da una profonda granularità. In tal senso Wikipedia rappresenta, secondo l’autore, uno dei modelli più calzanti del passaggio verso contenuti via via più aggregati, strutturalmente solidi e architettonicamente complessi, resi oggi non più utopistici grazie allo sviluppo di modelli semantici linked data che appaiono finalmente in grado di tradurre in termini avvenieristici quella “scientia pluribus disciplinis et variis eruditionibus ornata” che fin dai tempi di Vitruvio era propria dell’architetto.

Presenti al Centro Nexa (Politecnico) anche le studentesse e gli studenti del Master in giornalismo "Giorgio Bocca"
Presenti al Centro Nexa (Politecnico) anche le studentesse e gli studenti del Master in giornalismo "Giorgio Bocca"

Chat Gpt & Co.: oracoli di una nuova era?

Nell’era dell’intelligenza artificiale generativa software come Midjourney Chat Gpt sono diventati protagonisti indiscussi del dibattito pubblico scardinando quell’idea che, non senza un velo pregiudizievole, vedeva le nuove tecnologie appannaggio (quasi) esclusivo di nerd e accademici. Oggetti o, per meglio dire, soggetti di uno sviluppo che ha finito per lambire perfino il concetto stesso di creatività, per millenni proprietà univocamente propria del genere umano: “Il modello dell’intelligenza artificiale generativa è in grado di produrre testi un token dopo l’altro, una parolina dopo l’altra, il tutto in maniera sostanzialmente oracolare“, dice Roncaglia.

Sebbene in molti abbiano paragonato questo software a dei “pappagalli stocastici”, secondo l’autore la loro forza sta proprio nel fatto che “non ripetono ciò che trovano nel loro corpus di addestramento, ma producono testo originale in maniera che potremmo definire oracolare-predittiva”, fornendo cioè un output il più possibile rispondente al contesto.

IA, giornalismo, educazione: Roncaglia risponde alle domande di Futura News

Intervenuto ai nostri microfoni, il professor Gino Roncaglia fa il punto sul rapporto tra intelligenza artificiale e giornalismo e prova a fornire una “ricetta” per una cultura e un’educazione improntate ad un uso consapevole di questi nuovi strumenti e delle logiche che sottendono al loro funzionamento.

L’incontro col professor Gino Roncaglia si è tenuto il 10 gennaio in occasione del 168° Mercoledì di Nexa, il ciclo di eventi organizzato dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico (Dipartimento di Automatica e Informatica). Le studentesse e gli studenti del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino hanno partecipato all’evento in occasione della prima lezione del corso di “Cultura Digitale” del prof. Antonio Vetrò.