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Il Politecnico ospita Zan e si schiera per l’inclusione

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C’era anche il senatore del Partito democratico Alessandro Zan, promotore del disegno di legge per contrastare la discriminazione sull’identità di genere, all’evento organizzato dal Politecnico di Torino che segna, nelle intenzioni dell’Ateneo di corso Duca degli Abruzzi, un deciso passo in avanti nell’inclusività e nella tutela delle diversità. L’evento, intitolato “Questioni d’identità: omofobia, transfobia e contrasto a discriminazione e violenza di genere”, è stato aperto dagli interventi del rettore Guido Saracco e della vicerettrice Claudia De Giorgi. “Il Politecnico di Torino – ha detto Saracco – considera la diversità un valore: l’obiettivo è quello di avere un Ateneo inclusivo e libero da discriminazioni di qualsiasi genere, dove le pari opportunità siano una realtà concreta”.

L’iniziativa si colloca in un progetto più ampio, in cui integrazione e inclusione sono i punti cardine. Il Piano strategico Polito4Impact infatti si è impegnato in numerose iniziative volte a ridurre le diseguaglianze e a sensibilizzare studenti, docenti e personale sul fronte dell’inclusività. Quello di oggi è stato un momento di incontro. Si è partiti dal linguaggio inclusivo, poi l’accento sul riconoscimento della discriminazione. “Come istituzione – ha detto Claudia De Giorgi – siamo vicini e supportiamo la comunità Lgbtqi+, come testimoniano le diverse partecipazioni ufficiali al Pride cittadino. Questo evento, in un momento di così forte dibattito, speriamo aiuti a far crescere la consapevolezza di cosa si intende per discriminazione e di cosa va fatto per combatterla”.

Parole di sostegno sono arrivate dal senatore Zan, che ha anche ripercorso la cronaca dell’approvazione del disegno di legge alla Camera dei dei deputati, lo scorso 4 novembre. “L’opposizione – ha detto Zan – voleva inserire molti emendamenti per ostacolare il processo legislativo. Al voto finale mi palpitava il cuore. La segretezza del voto ha permesso di ottenere voti anche il supporto da alcuni esponenti del centro destra, voci discordanti dalle linee scelte dai rispettivi partiti”. A quasi otto mesi di distanza, tuttavia, il ddl resta ancora fermo in Senato.

QUESTIONI D’IDENTITÀ