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Ex Embraco, nuovo tavolo al Mise per il 10 gennaio. I sindacati: “Sventare lo scempio”

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Nessuna proroga della cassa integrazione straordinaria per gli operai ex Embraco e nuovo incontro il 10 gennaio prossimo, per il varo di un possibile piano di rioccupazione. Questo è quanto si apprende dal comunicato congiunto di Fim, Fiom, Uilm, Uglm nazionali per quanto riguarda la vicenda degli operai ex Embraco. Oggi, 15 dicembre, l’incontro delle sigle sindacali presso il ministero dello Sviluppo economico. Davanti al Mise, la manifestazione dei lavoratori dell’ex stabilimento di Riva di Chieri. I rappresentanti sono stati ricevuti da Luca Annibaletti, coordinatore della struttura per le crisi d’impresa del dicastero, dopo che nei giorni scorsi era arrivata una lettera di convocazione attesa da mesi.

I sindacati hanno chiesto con forza di “definire un percorso di rioccupazione” degli operai: preso atto che non è possibile una reindustrializzazione con una singola impresa, è stato chiesto il coinvolgimento di “una pluralità di imprenditori”, con possibilità di finanziare una riqualificazione degli operai, calibrata “alle effettive opportunità di lavoro raccolte sul territorio”.

Il 9 dicembre, il tribunale di Torino aveva riaperto il procedimento di licenziamento collettivo: sono coinvolti 377 lavoratori, e a fine gennaio inizieranno a percepire l’indennità di disoccupazione (Naspi). Da mesi gli operai lamentano di non ricevere nemmeno la cassa integrazione. Uno di loro, Gianluca Ugliola, spiega le ragioni della mobilitazione di oggi: “Le istituzioni ci hanno messo in questo labirinto, sono loro a dover trovare una soluzione. Non siamo stati noi a presentare la Ventures, è stata Whirlpool. Nel 2018 il Mise [allora guidato da Carlo Calenda, n.d.r.] e la regione Piemonte hanno firmato per l’avvio di una reindustrializzazione: per loro si trattava di imprenditori seri e capaci, e avevano detto che ci sarebbe stato un controllo costante per garantirla, ma nulla di tutto questo è avvenuto”.

A fine novembre un’altra sconfitta per gli operai dell’ex Embraco. L’azienda Ventures del gruppo Whirlpool – subentrata a Embraco – ha fatto una proposta di concordato fallimentare che offre 7 mila euro lordi a ciascun operaio: un accordo bonario “al ribasso” che libererebbe l’azienda da responsabilità legali ed economiche nei confronti dei lavoratori. In più, il fondo di 9 milioni di Euro che avrebbe dovuto essere destinato alla reindustrializzazione e al ricollocamento – promessi sin dal 2018 – verrà invece usato per pagare l’intera procedura fallimentare e gli altri creditori.