La memoria è un ponte tra il presente e il futuro. Per questo ogni anno il 27 gennaio si ricordano le persone uccise nei campi di concentramento della Seconda guerra mondiale. Ma oggi che i testimoni dello sterminio stanno scomparendo, che cosa rappresenta Auschwitz per le giovani generazioni? Quando non ci sono più persone in grado di ricordare, cosa rimane di quel ponte?
La Città di Torino anche quest’anno sceglie di ricostruire il ricordo attraverso un ricco programma di eventi che arriva fino a metà febbraio.
Sono 15 le nuove pietre d’inciampo dedicate a deportati razziali e politici che verranno posate tra il 12 gennaio e il 5 febbraio. L’iniziativa è dell’artista tedesco Gunter Demnig, che dal 1992 in tutta Europa posiziona davanti alle ultime abitazioni conosciute delle vittime dell’Olocausto una pietra rivestita di ottone con il loro nome, la data di nascita e di morte e il luogo di deportazione. In particolare il 3 febbraio alle 11.30 si terrà una cerimonia pubblica con le autorità in Piazza Santa Giulia e verranno deposte le pietre d’inciampo per Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli, Ettore Abenaim.
Il 22 gennaio alle 17.30 verrà inaugurata al Polo del ‘900 “Seeing Auschwitz“, una mostra fotografica in collaborazione con il Museo statale di Auschwitz-Birkenau. L’esibizione propone una riflessione visiva e storica sul campo di Auschwitz, affrontata da tre prospettive: vittime, carnefici e liberatori. Le fotografie storiche, usate in modo innovativo, trasformano lo spettatore in testimone, favorendo la consapevolezza storica e sociale.
Il 27 gennaio il programma di eventi diventa fitto a partire dalla tradizionale fiaccolata lungo corso Vittorio Emanuele II che alle ore 20 partirà dalla stazione di Porta Nuova, di fronte binario 17, fino al Museo Carcere “Le Nuove”.
Nel pomeriggio invece, alle ore 16, l’incontro con Paolo Gentiloni al Polo del ‘900 affronterà il legame tra Europa e memoria attraverso la ricostruzione europea dopo i crimini degli anni Quaranta ed esplorerà il ruolo della memoria nella formazione di una cultura europea contemporanea.
Per concludere la giornata almeno due gli appuntamenti in serata da ricordare: la proiezione del film The Unspoken di Lothar Herzog e Patricia Hector alle ore 20.30 al Cinema Massimo che affronta il tema del “non detto” all’interno delle famiglie tedesche, restituendo un ritratto intimo e complesso della memoria rimossa e lo spettacolo teatrale Tutto in me è amore. Sul “corpo politico” di Piero Gobetti. In scena dal 27 gennaio al 1° febbraio 2026, accanto agli allievi della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, ogni sera saliranno sul palco storici, giornalisti e scrittori, dando vita a un dialogo vivo tra scena e società.