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È partito il Bonus Piemonte, procedura a portata di click ma non immediata

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Cinque mila invii al giorno per raggiungere in un paio di settimane 60 mila imprese. La Regione ha dato il via al Bonus Piemonte, il contributo complessivo di 116 milioni di euro a fondo perduto per sostenere le attività piemontesi colpite dall’emergenza coronavirus. I sostegni variano da un minimo di 500 a un massimo di 2500 euro per azienda, a seconda del contributo previsto per i vari codici Ateco. Potranno essere utilizzati per adeguamento dei locali, acquisto di attrezzature o spese accessorie legate alle nuove misure sanitarie che gli esercenti sono tenuti a rispettare con la fine della quarantena.
Le prime mail di posta elettronica certificata sono state inviate questa settimana da Finpiemonte alle aziende beneficiarie. Grazie a un link è possibile accedere alla procedura, comunicare il proprio Iban e completare la richiesta che dovrebbe concludersi, in pochi giorni, con l’accredito sul conto.
Tutto lineare per chi ha facilità di accesso e di utilizzo degli strumenti digitali, dispone di credenziali di autenticazione del Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid) o di carta d’identità elettronica. Per chi non possiede documenti elettronici o ha poca familiarità con un pc, invece, la questione si complica un po’. Per completare la procedura di autenticazione e comunicare i propri dati personali e aziendali occorre infatti chiedere supporto a un Caf (Centro Assistenza Fiscale) o al proprio commercialista, compilando un modulo di delega scaricabile. Una copia del documento firmato andrà conservata per successivi eventuali controlli sulla veridicità dei dati e delle dichiarazioni sottoscritte nella domanda. Chi non ha la posta elettronica certificata, inoltre, dovrà aspettare ancora fino al 25 maggio per poter comunicare alla Regione un indirizzo email alternativo a cui poter ricevere le istruzioni. Il contributo arriverà quindi senza bisogno di garanzie o certificazioni, ma per ottenerlo bisognerà prestare un po’ di attenzione e di pazienza.

LUCA PARENA