Consiglio regionale, più leggi, meno norme

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Bilancio di fine anno a Palazzo Lascaris, con più leggi approvate rispetto allo scorso anno. Sale a 36 la quota di quelle passate nel 2023, 10 in più rispetto al 2022. “La semplificazione amministrativa e la sburocratizzazione hanno bisogno del lavoro del Consiglio regionale. Ne è dimostrazione quanto fatto a Palazzo Lascaris”. Le parole sono del presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Stefano Allasia. Spiega che più leggi non significa maggiore burocrazia, anzi: “Il riordino e l’aggiornamento di vecchie norme, l’approvazione di testi unici che ricompongono diverse leggi accumulatesi negli anni o addirittura testi ad hoc – dice – sono tutti provvedimenti volti ad ammodernare e rendere più agile il nostro impianto normativo”.

In occasione della conferenza stampa di fine anno, si fanno i conti su quanto è stato fatto. Sessantadue sedute per un totale di 225 ore. Depositati 7.233 emendamenti, 200 approvati. Approvati100 atti di indirizzo su 808 presentati, nonché 48 deliberazioni. Trentasette le proposte di legge presentate dai diversi gruppi: 14 il Partito democratico, 12 la Lega, cinque Fratelli d’Italia, una Forza Italia, due il Movimento 5 stelle, tre i Moderati.

Sono invece 21 i disegni di legge della Giunta. Ma è dal gruppo con il maggior numero di proposte presentate, il PD, arriva un monito relativo a un nuovo regolamento: “Sarebbe un passo avanti”, dice il vicepresidente del Consiglio Regionale Daniele Valle, sottolineando che quello attuale non tutela le minoranze. 

I dipendenti del Consiglio sono 253, 30 in meno rispetto al 2019. Nel 2023 la spesa per gli assegni vitalizi si è ridotta di oltre 920 mila euro, passando dagli 8,2 milioni del 2020 a 7,3.  E sulla legge annuale di riordino, Allasia spiega: “Introduce modifiche, in ottica di razionalizzazione e coordinamento a numerose materie, come agricoltura, attività estrattive, trasporti, commercio e sanità, specificando il corretto riparto di competenze tra Stato e Regioni”. Due leggi, in particolare, si sono mosse in questo senso: la 30, che accorpa e revisiona la materia dei servizi educativi da zero a sei anni e procede all’abrogazione integrale di sei leggi. E la 32 che innova e riunifica la disciplina del sistema la formazione professionale e il lavoro, provvedendo all’abrogazione integrale di 11 leggi preesistenti.