La testata del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino

Aspettando Biennale Democrazia, Nuovi Mondi per immaginare il futuro

condividi

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su email

Ne usciremo cambiati. Lo ripetiamo da un anno come un mantra ed è indubbio, la pandemia ci restituirà un mondo diverso. Per ridurre al minimo la sensazione di disorientamento e allenarci al meglio per il futuro, Biennale Democrazia e il Polo del ‘900 presentano Nuovi Mondi: quattro appuntamenti online di anticipazione alla settima edizione di Biennale, manifestazione centrale nel calendario della Città di Torino che avrebbe dovuto svolgersi proprio in questi giorni, ma a causa dell’emergenza sanitaria è stata posticipata all’autunno. Si terrà dal 6 al 10 ottobre, con una serie di incontri riuniti sotto il titolo Un pianeta, molti mondi.

La scelta di non trasferire Biennale Democrazia online è meditata e consapevole: “La manifestazione è nata in presenza e tale resterà”, spiega dal Polo del ‘900 Chiara Colombini, che coordina le relazioni con le scuole. “Abbiamo pensato di ribaltare la circostanza negativa in opportunità, inventando il format Nuovi Mondi, che coinvolge docenti, esperti e studenti in una serie di discussioni introduttive agli incontri dell’autunno”. Una grande prova generale alla quale partecipano 102 classi delle scuole superiori d’Italia, in dialogo con i formatori di Biennale, ma anche con docenti universitari e scrittori.

Dal 15 aprile al 27 maggio i canali web di Biennale Democrazia e Polo del ‘900 diventeranno la palestra virtuale per un confronto sul futuro, a partire da quattro ipotesi di scenari politici e sociali alternativi: Riabitare la città (15 aprile) dopo la pandemia, immaginando rischi e opportunità di una ridistribuzione della vita dentro e fuori dai quartieri; Votare a 16 anni (29 aprile), sull’impegno civico dei giovani alle elezioni; Lavorare tutti. Lavorare meno? (18 maggio), su nuove prospettive di definizione del tempo di lavoro, e infine Cambiare parole (27 maggio), sul potere del linguaggio di plasmare la realtà.

Ma non è tutto. “Abbiamo pensato di allargare il nostro bacino di ascolto e coinvolgere quattro realtà culturali dalla Lombardia alla Sicilia”, continua Colombini, “quattro ‘antenne’ di Biennale Democrazia sul territorio nazionale”. Ciascuna di loro ha collaborato a realizzare un incontro del programma Nuovi Mondi, dando origine a una sinergia che darà i suoi frutti anche in futuro. Oltre a “cheFare”, agenzia di trasformazione culturale di Milano, ci sono “Prime minister”, scuola di politica per giovani donne di Favara, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e la Fondazione De Gasperi di Roma.

Tra gli esperti coinvolti nelle discussioni, molti arrivano dall’università, come Filippo Barbera, professore di Sviluppo locale e Innovazione sociale Università di Torino, impegnato nel primo incontro sugli spazi in città, o Vera Gheno, sociolinguista e docente dell’Università di Firenze, ospite dell’ultimo, dedicato alle parole che usiamo. Sul tema del voto ai sedicenni sarà chiamato a parlare Paolo Balduzzi, ricercatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, insieme a due studentesse liceali iscritte alla Scuola di politica per giovani donne Prime Minister. Di lavoro e dei modi per gestirlo meglio discuteranno, invece, gli scrittori Marta Fana, autrice di Basta salari da fame! (con Simone Fana, Laterza 2019) e Paolo Di Paolo, coadiuvati da Giovanna Guerzoni, docente in Antropologia culturale e Antropologia dell’educazione Università di Bologna.