Aska “bene comune”, i sindacati di polizia all’attacco

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“Per ogni agente delle forze dell’ordine ferito, in futuro, ci costituiremo parte civile e denunceremo il Comune per favoreggiamento”. Sono parole dure, quelle che arrivano dai rappresentati dei sindacati di polizia Siulp, Sap e Fsp in merito alla decisione della giunta Lo Russo di rendere l’edificio occupato dal centro sociale Askatasuna “bene comune”.

“La regolarizzazione del centro sociale Askatasuna – concordano Eugenio Bravo (Siulp), Antonio Perna (Sap) e Luca Pantanella (Fsp) – è la plastica dimostrazione di come il sindaco Lo Russo intenda rispondere alle azioni violente di questi facinorosi, ritenendole assolutamente compatibili con la visione di uno Stato di diritto. Un premio, dunque, un attestato di benemerenza ai professionisti del disordine, odiatori seriali degli uomini in divisa colpevoli di difendere lo Stato e di tutelare tutti coloro che manifestano liberamente e democraticamente idee che non sono omologate al pensiero unico di questi pericolosi antidemocratici”.

Per provare a fermare il percorso tracciato dall’amministrazione di centro sinistra i sindacati chiederanno l’intervento del prefetto. “Rappresenteremo la nostra preoccupazione – continuano – chiedendo un intervento affinché si possa impedire una deriva della legalità. Organizzeremo anche una raccolta firme consentendo ai cittadini di esprimere la solidarietà verso le forze dell’ordine e nello stesso tempo il loro diniego nei confronti di una scelta azzardata e indegna di una istituzione comunale”.

Sul caso Askatasuna si sta dunque innescando una forte reazione, che unisce centro destra e forze dell’ordine. L’edificio di corso Regina Margherita è occupato da 28 anni, ma Città e, soprattutto, prefettura non hanno mai ritenuto di forzare la mano con lo sgombero. “La colpa – dicono i rappresentanti delle forze dell’ordine – è dei vari governi di centro sinistra che hanno amministrato la città in questi ultimi 30 anni. Ogni volta che poteva essere fatto uno sgombero, un rappresentante politico interveniva per ripristinare la situazione”.

Intanto proprio questa mattina la Digos ha notificato questa mattina 12 misure cautelari ad alcuni militanti del centro sociale Askatasuna relative alle tensioni scoppiate al corteo del 1° maggio 2022 quando i manifestanti cercarono, utilizzando i bastoni di bandiere e striscioni, di sfondare il cordone della polizia per raggiungere il palco. Secondo quanto si apprende, sono accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I denunciati in totale sono 25, tra questi ci sono i capi storici del centro sociale di corso Regina Margherita 47. Il gip ha però ritenuto di indagare a piede libero tre esponenti di primo piano, perché, “cercarono un dialogo con la polizia”. Bocciate, dalla stessa gip, le misure cautelari in carcere per Emiliano Coppola e Francesco Ferreri e tre ai domiciliari che erano state proposte dalla procura. Sui social Aska commenta, chiedendosi, provocatoriamente, se si tratti di “giustizia a orologeria”, visto che i fatti erano noti da oltre un anno e mezzo.