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Un anno di scuola per giovani rifugiati: il progetto “Pagella in tasca” parte da Torino

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L’identikit di Adam è semplice: ha 16 anni, il suo sogno è diventare un medico, è nato in un campo profughi in Darfur e quando era ancora bambino è scappato verso la Libia da solo, perdendo i contatti con la sua famiglia. Dopo aver vissuto per due anni in un campo per rifugiati in Niger, avrà ora la possibilità di studiare in Italia.

Il merito è del progetto “Pagella in tasca”, ideato e promosso dall’organizzazione umanitaria Intersos in collaborazione con Unhcr (l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). Adam non sarà l’unico fortunato: grazie all’iniziativa, altri 34 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 17 anni provenienti dal Sudan potranno beneficiare di una borsa di studio di 12 mesi. Ciò gli permetterà di conseguire la licenza media e successivamente di scegliere se proseguire il proprio percorso nella scuola secondaria superiore o nella formazione professionale.

Il progetto parte da Torino: qui saranno accolti 15 minori, mentre i restanti 20 saranno destinati ad altre località attualmente ancora in fase di coinvolgimento. I primi cinque ragazzi hanno già raggiunto il capoluogo piemontese a ottobre 2021.

«I prossimi cinque arriveranno a febbraio, sempre a Torino», spiega Elena Rozzi, coordinatrice del progetto per Intersos. «I percorsi dei primi cinque ragazzi stanno andando molto bene e procedono con entusiasmo: i risultati sono ottimi. Al momento stiamo contattando altri comuni e siamo in attesa di formalizzare l’adesione da parte di altre famiglie».

Al termine dei 12 mesi (e fino alla conclusione del prosieguo amministrativo eventualmente disposto dal Tribunale per i minorenni), i 35 beneficiari potranno essere inseriti all’interno del progetto Sai dell’ente locale responsabile o di altro progetto dello stesso territorio ospitante.

Possono offrire la propria disponibilità famiglie e singoli, senza limiti di età. L’idoneità dei candidati sarà valutata dai servizi sociali locali, secondo le ordinarie procedure previste per gli affidamenti familiari.

Chi fosse interessato ad aderire all’iniziativa può consultare questa pagina per ottenere maggiori informazioni.