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Cala il sipario all’Inalpi Arena. Conegliano vince tre a zero e guadagna un altro trofeo. Tenacia e continuità gli ingredienti che hanno permesso alle venete di trionfare a Torino. Le parti finali di ogni set, infatti, sono state decisive e Conegliano ha sbagliato meno. Rammarico per Scandicci, che durante la gara ha dilapidato diversi set point.
Conegliano più cinica: decisivi i muri di Fahr e le schiacciate di Gabi
Parte subito più sciolto Conegliano, che si porta in vantaggio di quattro punti. Poi Scandicci si riprende, risponde colpo su colpo e ne nasce la partita equilibrata che si vedrà per tutti i tre set. In tutte le frazioni di gara, infatti, Scandicci trascina le avversarie ai vantaggi, ma in tutti i momenti importanti manca qualcosa. All’inizio l’efficacia al centro lascia a desiderare, ne approfitta una ispirata Sara Fahr, particolarmente determinante a muro. Poi Avery Skinner e Ekaterina Antropova trascinano la squadra alla reazione. Ma non basta: la stessa Antropova è imprecisa nel finale e dopo sette set point, di cui cinque per Scandicci, Fahr mura proprio la compagna di nazionale per il punto decisivo.
Il resto della partita segue lo stesso filone: azioni lunghe, con qualche errore di stanchezza da entrambe le parti. Scandicci sembra accusare il tie-break giocato contro Chieri sabato e Conegliano pasticcia in due occasioni. Isabelle Haak, meno lucida rispetto alle semifinali, si scontra prima con Fahr e poi con il libero Monica De Gennaro. Lo conferma anche mister Marco Gaspari nel post partita: “Noi eravamo stanche, ma anche Conegliano lo era e loro sono state più lucide e hanno meritato di più. Ma sono comunque felice della partita”.
Mister Marco Gaspari legge bene la partita già durante un time out: “Se prendiamo un vantaggio, non abbiamo il diritto di calare il livello di gioco! Con loro non si può” e infatti Conegliano non perdona. Gabi sale di livello e sfodera la prestazione che le garantisce il premio di miglior giocatrice del torneo.
Il copione è lo stesso nel terzo set, nonostante Gaspari provi a mischiare le carte. Escono Antropova e Maja Ognjenovic, dentro Marta Bechis e Lindsey Ruddins. E’ una mossa che paga solo parzialmente: Bechis smista bene diversi palloni, ma le Pantere sfoderano riflessi felini e non mollano mai. Nell’azione finale c’è anche spazio per una rivincita. L’azione è infatti una sorta di dejà vu: come nell’ultimo punto del Mondiale per club disputato a dicembre Caterina Bosetti schiaccia. Questa volta, però, il muro composto dalla coppia Chirichella-Haak non si sfalda: è il monster block decisivo. Per la settima volta consecutiva Conegliano vince la Coppa Italia.
La differenza dell’abitudine
“È la prima volta che vedo la mia squadra così. Da parte mia e di tutte le ragazze c’è grande rammarico per un match che si è giocato su tre azioni”. Lo ha detto Gaspari subito dopo la finale persa dalla sua squadra. Ma la consapevolezza è che davanti a loro ci fosse una squadra di altissimo livello, con in più l’esperienza alle spalle di aver giocato, e vinto, match pesanti. “Grande merito a Conegliano – aggiunge Gaspari –. Credo che oggi abbia vinto la squadra più abituata a gestire i momenti decisivi in questo genere di partite”.
Dopo la semifinale persa l’anno scorso con Milano, questa per Scandicci era la prima finale di Coppa Italia della storia a differenza di un Conegliano che, con lo stesso allenatore, ha vinto il settimo titolo in sette anni. Daniele Santarelli diventa così il secondo allenatore più vincente nella storia di questa competizione e l’impressione è che possa presto raggiungere il primato di Massimo Barbolini.
Tra Conegliano e Scandicci si è trattata di una sfida a più riprese. Prima la finale vinta dalla squadra di Santarelli in Champions League l’anno scorso, subito dopo la vittoria del team toscano nel campionato mondiale, infine l’esito di stasera, che incorona di nuovo Conegliano. “Siamo stati avanti nella parte centrale di tutti e tre i set ma non siamo stati bravi a portare a casa il set nei momenti decisivi. Il nostro obiettivo è quello di arrivare in fondo a ogni competizione. L’ambizione è di voler rigiocare contro Conegliano, perché sì, sono abbastanza contento di continuare a giocare contro di loro”, conclude con una punta di ironia l’allenatore di Scandicci.