Il Poli e Cattolica insieme per salvare le vigne dal climate change

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“Il cambiamento climatico sta mettendo in ginocchio le imprese, soprattutto nel periodo estivo: i caldi bruciano i grappoli d’uva e le foglie”. Paolo Bongioanni, assessore all’Agricoltura della regione Piemonte, lancia l’allarme. Ma traccia anche la soluzione a un fenomeno che sta travolgendo la produzione vinicola: “Ci si deve appoggiare a sistemi tecnologicamente all’avanguardia”. Nascono così due progetti innovativi, presentati dal laboratorio iXem del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET del Politecnico di Torino. I due programmi, da 400mila euro ciascuno e di durata triennale fino al 31 ottobre 2028, saranno applicati a due aree vitate del territorio piemontese: IN-VITE per il territorio di sette ettari ai piedi del Mombarone e AgriCAM per il Monferrato.

La lotta al cambiamento climatico e la difesa delle vigne prendono l’avvio da una semplice considerazione espressa da Alessandro Ferrari, professore del Dipartimento di Energia del PoliTo: “Il Piemonte è una terra in cui agricoltura e viticoltura non sono solo settori strategici, ma elementi identitari, paesaggistici e culturali”. Entrambi i progetti vedono il Politecnico come capofila, ma con la collaborazione dell’Università cattolica del Sacro Cuore, un team di agronomi e i consorzi di tutela. “Il fatto che soggetti diversi decidono di lavorare insieme per completarsi – prosegue Ferrari – è un esempio di innovazione culturale e rappresenta un ponte tra ricerca e territorio”.

Innovazione non è il contrario di tradizione, insomma. Gli strumenti di nuova generazione per contrastare il cambiamento climatico “sono calati nelle tradizioni rurali”, come spiega Daniele Trinchero, professore del Politecnico di Torino. Così gli interventi previsti nell’ambito dei due progetti comprendono la verifica della sensibilità e dell’affidabilità dei modelli delle principali malattie delle viti, lo sviluppo di nuovi modelli di irrigazione, il monitoraggio agrometeorologico, del suolo e della pianta e l’acquisizione di immagini da terra. “Mentre IN-VITE è un progetto che riguarda principalmente il contesto delle vigne nel Mombarone, AgriCAM è di più ampio respiro per la gestione del cambiamento climatico in viticoltura”, sottolinea Trinchero.

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