Cambia la mappa degli ospedali torinesi, da Nord a Sud. La conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo ospedale unico dell’Asl To5 si è conclusa con una fumata bianca. Sorgerà a Cambiano e darà assistenza a 300mila torinesi di 40 comuni, nei distretti di Carmagnola, Chieri, Moncalieri e Nichelino, al posto dell’ospedale Santa Croce. Il nuovo centro sarà totalmente integrato con l’intelligenza artificiale, tra i primi in Italia, e si affianca alle novità che arrivano dall’altra parte della città: l’ospedale di Torino Nord ha già avuto il via libera.
Iniziata il 29 settembre, la conferenza ha approvato lo stanziamento di 302 milioni di euro. Ora la palla passa all’Inail (ente finanziatore dell’opera), che il 30 dicembre ha ricevuto il progetto in esame. “Un risultato concreto che certifica la solidità del progetto e il lavoro condiviso con tutti gli enti coinvolti”, commenta soddisfatto il direttore generale dell’Asl To5, Bruno Osella. Gli fanno eco il presidente di Regione, Alberto Cirio, e l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi: “Il nuovo ospedale di Cambiano sarà una struttura moderna, all’avanguardia e progettata guardando al futuro, anche grazie all’intelligenza artificiale per ottimizzare percorsi, spazi e sostenibilità. È un investimento importante che rientra nel più ampio piano regionale di rinnovamento dell’edilizia sanitaria da 5 miliardi di euro”.
L’Ia è infatti un punto fermo del progetto, sia come ottimizzazione sia come mezzo per tagliare i costi di gestione. Novità tecnologiche che proseguono un percorso avviato lo scorso ottobre, quando l’Asl To5 ha annunciato l’uso di Alcon Unity, uno strumento all’avanguardia per l’Oculistica che cambia il modo di curare la cataratta e le malattie della retina. Tra le altre dotazioni previste nel nuovo progetto, trovano spazio 470 posti letto, di cui 32 di terapia intensiva, 80.300 metri quadrati di superficie sanitaria, dieci sale operatorie (sette ordinarie, due per emergenze e una ibrida), 63 ambulatori specialistici, sette sale parto e 1.200 posti auto.
Non è l’unico progetto in cantiere. Come rivendicano Cirio e Riboldi, “arriva dopo l’ok agli ospedali di Savigliano e di Torino Nord”. Il centro unico di Savigliano comprenderà anche Saluzzo e Fossano ed è attualmente in esamina all’Inail. Lo stesso vale per il futuro ospedale della Pellerina. Per il primo l’investimento ammonta a 250 milioni di euro e vedrà la luce tra la fine del 2029 e l’inizio del 2030. Il secondo costerà 348 milioni e sarà operativo entro il 2031.