Via Baltea, dove le differenze costruiscono comunità

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Uno spazio aperto al quartiere, nel cuore di Barriera di Milano: il community hub di via Baltea è aperto dal 2014, nel nome di accessibilità e partecipazione attiva. È gestito dalla cooperativa Sumisura, che esiste dal 2007.

“All’inizio eravamo attivi su diversi progetti a Torino – spiega Anna Rowinski, una delle socie fondatrici -, nell’ambito della rigenerazione urbana e dello sviluppo di comunità”. Poi, dopo qualche anno, è stato aperto l’hub. “Ci siamo sempre occupati di tematiche legate ai margini e alla periferia, quindi Barriera di Milano era un’area di interesse”. Sumisura gestisce lo spazio di via Baltea 3, mettendosi “a disposizione del quartiere e dei suoi abitanti”. Per questo, continua Rowinski, “non abbiamo mai imposto linee stringenti sul tipo di attività da organizzare e le persone possono fare proposte”. 

“Quando ne parliamo, diciamo che il nostro è uno spazio dell’accessibilità, dove le differenze costruiscono comunità e partecipazione attiva. Crediamo nella convivenza fra le differenze, perché solo così si può costruire una nuova forma di cittadinanza”. L’accessibilità non è solo fisica, ma sociale, culturale e relazionale. In questo senso, un’attività che è attiva dall’apertura è la promozione di percorsi di inserimento lavorativo. Barriera di Milano è il quartiere più giovane di Torino, insieme ad Aurora. Ogni 100 giovani si contano 142 anziani: un rapporto molto diverso dalla media cittadina di 100 ragazzi ogni 232 over 65. In via Baltea, quindi, si lavora “con i giovani e con gli adolescenti, anche di origine straniera”.  

Nel community hub ci si occupa anche di economia circolare solidale, che “tiene insieme la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale attraverso pratiche produttive, educative e culturali: gestione responsabile delle risorse, riduzione degli sprechi, riparazione e riuso degli oggetti”. Negli anni sono state sviluppate diverse progettualità, anche insieme ai partner cogestori di via Baltea. “Abbiamo aperto una drogheria sfusa in cui si vendono prodotti – spiega Rowinski -, poi abbiamo organizzato incontri e laboratori di riciclo e riuso”.

La rigenerazione della città non viene dimenticata: il cortile dell’hub di comunità è uno spazio verde e l’area esterna è pedonalizzata. “L’idea è di costruire bellezza e avere un’infrastruttura di benessere per Torino, uno spazio di cura condivisa”, racconta Anna. 

Tra i cogestori c’è Jazz School Torino, che ha ogni anno circa 150 allievi. Inoltre, la sede ospita anche la web razio Radio banda larga. “C’è anche un artista residente, Alessandro Rivoir: lavora il legno e ha il suo atelier in Via Baltea, mentre con il progetto Atelier héritage una socia si occupa della scoperta e dell’esplorazione della storia di Barriera di Milano.

“Costruiamo ogni giorno il nostro rapporto con Barriera e i suoi residenti – continua Anna -, accogliendo le loro proposte e cercando di includere tutte le fasce d’età”. Tutti i mercoledì pomeriggio, per esempio, lo spazio si riempie di persone che fanno parte di un gruppo di ballo liscio. Tre pomeriggi a settimana, invece, Mais ong organizza il doposcuola per i bambini delle elementari e delle medie.

“Vogliamo che il nostro sia un spazio che dia valore a competenze e organizzazioni – conclude Rowinski -, una realtà dove ognuno fa la sua parte”.

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