Urban Lab e “Voci di quartiere”: dialogo sull’identità urbana

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“Com’è lo spazio in cui mi sento me stess*?”. Nella Giornata internazionale della visibilità transgender Urban Lab e Coordinamento Torino Pride partono da questa domanda, in un laboratorio creativo al Polo culturale Lombroso16. Condivisione e riflessione aperta a tutte le età, attorno a un principio: lo spazio non è un luogo neutro.

“Questo è uno degli eventi della campagna diffusa Voci di Quartiere, che ci ha portato a girare per la città parlando con le persone sulla qualità dello spazio, la qualità dei servizi, la mobilità – racconta Chiara Lucchini, responsabile Sviluppo Territoriale di Urban Lab -. È un percorso di ascolto che ha alimentato la redazione del nuovo piano regolatore“. 

Le creazioni del laboratorio diventeranno un’opera d’arte urbana, realizzata in occasione del Pride. “Metteremo a punto un codice visuale da riprodurre in scala 1 a 1 in uno spazio pubblico della città – spiega Lucchini -. Oggi stiamo cominciando a lavorare proprio per immaginare la trasformazione di uno spazio pubblico che sia capace di parlare a tutti quanti”.

La Giornata internazionale della visibilità transgender diventa quindi occasione per “mettere in discussione il genere – spiega Piero Lo Surdo di Torino Pride -. Spesso viene fatto dalle persone non cisgender, ma è una cosa che riguarda tutt*”. Il diritto alla città si lega così a prospettive e identità di genere: “Ognuno deve poter stare a proprio agio nello spazio pubblico”. Lo sottolinea Lucchini che guarda al futuro dell’urbanistica di Torino: “Non è detto che gli spazi che oggi abbiamo siano tutti adatti, perfetti e pensati per essere a disposizione di tutt*”.

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