A Torino esistono posti di cui la maggior parte delle persone sa poco nulla o, ancora peggio, che non esistono più perché cancellati dalla storia. Per questo motivo è stata creata Triangolazioni, l’app web sviluppata in collaborazione da Comune e Università di Torino, che accompagna per mano curiosi, turisti e appassionati attraverso la storia della città.
In tutto sono 42 i luoghi mappati dall’app dove stanno venendo installati in questi giorni dei dischetti di metallo che, in modo simile alle pietre d’inciampo, servono a far fermare i passanti e a invitarli a inquadrare il qr code mostrato che riporta all’app. Lì sono presenti spiegazioni e contestualizzazioni storiche, mappe e percorsi tematici. Il primo percorso – di quattro – parte proprio dal cuore della città, passando da Palazzo Madama e il Duomo fino al Museo Egizio, all’ex Torre civica – che sorgeva dove ora c’è via Garibaldi -, all’oratorio San Filippo Neri e a Palazzo civico, spostandosi poi a San Donato con il campanile di Santa Zita, poi a San Salvario con l’Inrim di corso Massimo D’Azeglio e il Museo di Fisica e infine a Mirafiori con l’Inrim di strada delle Cacce.
“Il nome Triangolazioni – spiega Silvana Dalmazzone, delegata per il pubblico engagment e l’impatto sociale di Unito – viene dall tecnica di rilevamento geografico e cartografico che serve a determinare una posizione da punti di riferimento noti. Una tecnica che in passato ha permesso di realizzare mappe precise”. “Per noi la triangolazione è stata un’ispirazione – interviene anche Marco Giardino, professore di geografia fisica e geomorfologia per UniTo – per far sì che uno strumento geografico, diventi uno strumento di misura culturale e di scoperta delle interconnessioni che ci sono tra scienziati, intellettuali, processi di cambiamento e rivoluzioni del sapere”.