Tre appuntamenti, perché è pur sempre weekend

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Parliamoci chiaro, trovare qualcosa da fare per occupare questo weekend inchiodato in zona rossa sta diventando un lavoro. Ma in alternativa alle solite serie mezze sgranocchiate su Netflix, alle newsletter sofisticate del sabato che “leggerò dopo” e al monitoraggio ossessivo-compulsivo dell’app del Fantacalcio, la redazione di Futura ha provato a selezionare per voi qualche appuntamento che vale la pena tenere d’occhio dal vostro buen retiro forzato. Musica, teatro e una proposta di lettura. Le tre idee di questa settimana partono da Torino, ma con l’immaginazione possono arrivare molto più lontano.

Il tempo ritrovato, primo episodio.

Venerdì 9 aprile, ore 21 – in streaming sul sito e sul canale YouTube dell’Unione Musicale

Per iniziare il week-end all’insegna della buona musica, l’Unione Musicale di Torino ha ideato un progetto in quattro puntate. Come suggerisce il titolo, omaggio al capitolo conclusivo della Recherche proustiana, i concerti intendono innescare una riflessione sul tempo. Quello presente dominato dalle restrizioni che fortemente limitano la vita artistica, quello passato, richiamato attraverso le esperienze vissute, e quello futuro, al quale si guarda con speranza e voglia di ricominciare. Ad eseguire i brani – alcuni estratti da pagine più o meno celebri del repertorio cameristico – saranno musicisti che si sono formati al Conservatorio di Torino e che ora hanno realizzato importanti carriere a livello nazionale e internazionale. Si tratta di violinisti come Hans Liviabella, prima parte dell’Orchestra della Svizzera Italiana, e Francesco Manara, primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro alla Scala, di violisti come Andrea Alpestre e Simone Briatore dell’Orchestra di Santa Cecilia a Roma. A loro e a molti altri si aggiungono i pianisti Gabriele Carcano e Gianluca Cascioli, affermati solisti a livello internazionale, e Antonio Valentino, pianista del Trio Debussy, direttore artistico dell’Unione Musicale e ideatore del progetto. Il tempo ritrovato nasce per il web: non solo ascolto di musica, quindi, ma anche molti contenuti extra fruibili contemporaneamente, come video interviste agli artisti, luci e immagini evocative che enfatizzano le note.

Riprese video a cura di Simone Borrasi, Mattia Gaido, Elaine Carmen Bonsangue
Montaggio a cura di Simone Borrasi, Mattia Gaido
Luci a cura di Nicolò Barbonese
Riprese audio a cura di Carlo Barbagallo, Manuel Volpe
Missaggio audio a cura di Carlo Barbagallo
 

Il piccolo principe

Sabato 10 aprile, ore 17.30 – Torino Spettacoli

I Germana Erba’s Talents con la regia di Andrea Dosio presentano un grande classico della letteratura francese, rivisitato in chiave teatrale e arricchito da musica e danza. Il piccolo principe è il racconto fantastico del ricordo dell’incontro tra un aviatore, precipitato con il suo aereo nel deserto, e un ragazzino caduto dalle stelle. L’amicizia nata tra i due permette allo sfortunato pilota di ritrovare il bambino che è stato, mentre il piccolo principe, esercitando l’arte del racconto, ricostruisce il senso delle proprie avventure nello spazio. Tra narrativa e poesia, un’opera che da decenni accarezza gli animi di grandi e piccini. Lo spettacolo, realizzato dagli allievi del Liceo Coreutico e Teatrale Germana Erba, a cura di Gian Mesturino e Andrea Dosio, con le coreografie di Gianni Mancini, è fruibile al costo di 10€ o può essere inserito negli abbonamenti TEATRO DA TE 1,2,3. Il biglietto si può acquistare qui, mentre il giorno della performance verranno forniti via email link e password per la visione.


Il bambino intermittente, firma copie di Luca Ragagnin

Domenica 11 aprile, ore 11-12.30 – Libreria L’Ibrida Bottega

Se l’aria primaverile invita a fare una passeggiata lungo il fiume, la tappa culturale è d’obbligo. Domenica mattina Federico Bena della libreria l’Ibrida Bottega (via Felice Romani 0/A, zona Gran Madre) allestirà un firma copie per lo scrittore torinese Luca Ragagnin. Il suo nuovo romanzo, Il bambino intermittente, è uscito il 1° aprile per Miraggi Edizioni. Un racconto componibile e intermittente, che spazia tra le varie età della vita di Berg, il fantasioso protagonista nel quale tutti i lettori potranno specchiarsi. Chi non vorrebbe un amico come lui? Nato in una città del nord, cresce con la madre insegnante. Ha molti nomi inventati e da un certo punto in avanti anche una sorella – vera o immaginaria? Ha un padre con un maggiolino giallo a pois rosa che gli insegna i nomi degli alberi e dei funghi. Ha dei nonni di città che gli insegnano l’uso filosofico degli agnolotti e la contemplazione del Meccano.
Berg cresce rimodellando la realtà, in un travaso continuo di immaginazione, e in tal modo attraversa l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta. Da bambino, conosce man mano il pericolo metafisico degli oggetti, l’inesorabilità dei pensieri altrui, gli anni di piombo; da ragazzo – stupito e incredulo – l’amore e il risveglio di un’intera città industriale; da adulto la forza e l’abbandono, l’affollamento muto e una solitudine che continua a sfrigolare con le sue decine di voci interiori.