Il Piemonte è in finale e non solo perchè si giocherà nel parquet allestito all’Inalpi Arena. Da un lato del campo, Milano di coach Peppe Poeta, torinese d’adozione grazie alle 82 presenze con l’Auxilum Torino. Dall’altro, la sorpresa di questa edizione, Derthona Tortona capitanata da Tommaso Baldasso. Sarà la terza finale consecutiva per Milano, vogliosa di sfatare il tabù Inalpi Arena dove per ora ha conquistato zero titoli. Tortona troverà un clima quasi casalingo, se si confermerà il supporto ricevuto ai quarti e in semifinale. L’ultimo successo piemontese risale al 2022: gli uomini di coach Fioretti vogliono concacrarsi come grande del basket italiano. Coppa Italia 2025/26, la finale: la coppa sarà di Milano o Tortona.
Germani Brescia – Ea7 Armani Olimpia Milano 102-106
Un Armoni Brooks in formato all star trascina Milano in finale, superando un’ottima Brescia che lotta fino all’ultimo. Il prodotto di Houston University chiude con 27 punti, 3 assist, 3 rimbalzi e uno strepitoso 71 per cento dal campo. Vittoria da ex per Peppe Poeta, a novembre subentrato a Ettore Messina sulla panchina dell’Olimpia, che l’anno scorso aveva portato Brescia a giocarsi la sua prima finale scudetto, persa poi contro la Virtus Bologna.
“Brucia terribilmente, ci credevamo davvero”, ammette nel dopogara Matteo Cotelli, coach della Germani. E non è di certo l’unico ad aver creduto nel miracolo che la Leonessa stava per realizzare. Nel primo quarto i bresciani si mantengono in totale controllo della partita, grazie a una tattica semplice quanto efficace: segnano da ogni punto del campo. Con grande entusiasmo dei loro tifosi, arrivati in massa per supportare la squadra. I primi dieci minuti sono a senso unico, Brescia ne mette 34 e l’Olimpia si trova indietro di otto lunghezze.
Solo con l’uscita dal campo di Amedeo Della Valle, capitano e finora miglior scorer dei bresciani, Milano trova un po’ di respiro nel secondo periodo. Due canestri veloci dalla media e una tripla di Pippo Ricci sono tutto ciò che serve per riaprire la partita. La potenza offensiva di Brescia inizia a calare, ma Milano non riesce a concretizzare le opportunità. All’intervallo è sempre la Leonessa a condurre per 52-49.
E mentre i giocatori rientrano negli spogliatoi, la Lega accende i riflettori sui suoi giovani talenti. In parallelo alle Final Eight si è infatti svolta a Torino la fase finale della IBSA NextGen Cup, la manifestazione giovanile che vede protagoniste le formazioni Under 19 delle squadre di Serie A. A trionfare è stata la Virtus Bologna U19: incetta di premi per il virtussino Matteo Accorsi, eletto miglior scorer, miglior assistman e miglior giocatore del torneo.
Il terzo periodo si apre con un’altra, ennesima grande serie di azioni dei bresciani, che si riportano a +8. Merito, tra le altre cose, di un ottimo C. J. Massinburg, appena rientrato da un infortunio al polpaccio, che a metà del quarto è già a quota 20 punti. Il vero ago della bilancia, però, sono i canestri di Brooks e Shavon Shields, che arrivano pesanti come pietre a scombussolare la difesa biancoblù. Negli ultimi secondi una stoppata di Zach LeDay seguita da una tripla di Brooks permettono all’Olimpia di chiudere il quarto in vantaggio di quattro punti.
L’ultimo periodo si apre con Brescia per la prima volta inseguitrice. La Leonessa patisce l’ottimo momento al tiro di Milano, che continua a segnare da oltre l’arco. A due minuti dalla fine l’Olimpia è a +5 e in pieno controllo. Tre appoggi da sotto canestro sbagliati di Miro Bilan e Maurice Ndour fanno crollare le speranze di rivalsa dei bresciani, e a chiudere definitivamente i giochi arriva una tripla di Shavon Shields.
“Non posso che fare i complimenti a Brescia – esordisce coach Poeta in conferenza stampa -. Hanno fatto una grandissima partita, poi noi siamo stati bravi a non farci prendere dal panico dopo il primo quarto di evidente difficoltà e abbiamo saputo sfruttare bene il tiro da tre punti (Milano ha chiuso con 16/27 da tre, ndr)”. E anche se amareggiato dalla sconfitta, coach Cotelli non può che essere fiero della prestazione dei suoi: “Senza Ivanovic e nonostante la prestazione di quel giocatore (Brooks, ndr), abbiamo giocato alla pari con un’Olimpia che ha tirato il 60 per cento da tre. È, come si dice, davvero tanta roba”.
Bertram Derthona Tortona – Virtus Olidata Bologna 84-78
Testa di serie numero 8 contro la numero 1, campione d’Italia in carica e capolista della Serie A: ingredienti per una partita a senso unico, come era stato l’ultimo precedente tra le due squadre. Ma la Coppa Italia si conferma una competizione imprevedibile e la sorpresa esce dalla seconda semifinale. Tortona elimina Bologna e raggiunge Milano in finale. “In pochi si sarebbero aspettati di vederci in finale battendo Venezia e la Virtus”, sottolinea nel post-gara il coach dei piemontesi, Mario Fioretti.
Davanti agli oltre 11 mila spettatori dell’Inalpi Arena, Derthona si sente come a casa e parte subito bene con una tripla di Artus Strautinis. Il primo periodo comincia come meglio non potrebbe con la tripla di Artus Strautinis a stappare il match. La reazione della Virtus viene subito frenata da un parziale di 11-0 per Derthona, che attesta il punteggio sul 14-6 dopo i primi quattro minuti. Accorcia le distanze il solito Carsen Edwards, ma il suo contributo rimarrà deludente, chiudendo con appena cinque punti e molto nervosismo. Comunque, Bologna riesce a riportare il risultato in parità, grazie a otto punti consecutivi. L’equlibrio del primo quarto viene spezzato da due triple di un ispiratissimo Prentiss Hub: Tortona termina avanti 24-19, nonostante il 50 per cento di tiri da due di Bologna e appena il 29 per cento dei piemontesi. L’imprevedibilità della partita viene confermata da un evento fuori dall’ordinario: il match viene sospeso per l’infortunio dell’arbitro Denis Quarta, sul 26-23 a otto minuti dalla fine del primo tempo. L’interruzione rafforza Bologna pareggia e supera Tortina, grazie alle triple di Matt Morgan, che chiude come miglior marcatore della gara con 23 punti. Le due squadre rimangono a contatto nei minuti finali del secondo quarto, con la Virtus Bologna che va avanti 40-39 all’intervallo per l’errore al secondo tiro libero di Justin Ghoram.
Dopo l’intervallo Bologna prova a scappare, con un 12-3 di parziale che porta i felsinei avanti 51-42 a metà secondo tempo. La reazione di Tortona è targata Hubb dalla distanza e Christian Vital: il terzo periodo si chiude sul 59-62. Il pareggio arriva grazie a una tripla di Hubb e il sorpasso dalla lunga distanza è a firma del capitano, Tommaso Baldasso. Da qui la partita prende la direzione di Tortona, con un sedici punti consecutivi tra il terzo e il quarto periodo che spengono le speranze della Virtus. La reazione finale di Bologna non basta. “Abbiamo iniziato male e finito peggio. La nostra difesa non è stata all’altezza. Abbiamo concesso 17 rimbalzi offensivi. L’attacco si può sistemare ma se manca la difesa è complicato”, commenta amareggiato coach Dusko Ivanovich. La migliore prestazione a rimbalzo di Derthona è confermata anche dalle parole di Fioretti: “Abbiamo avuto un’energia pazzeca a rimbalzo che ci ha tenuto vivi anche nei momenti di difficoltà. Dà una grande soddifazione vedere come abbiamo giocato contro una squadra così forte. La chiave è stata la difesa”.