Dove c’è presente, c’è futuro: Torino guarda ai suoi giovani per rilanciare lo sviluppo sociale ed economico. Il 14 gennaio, insieme alla Fondazione compagnia di San Paolo, l’amministrazione ha presentato il progetto Città
dell’educazione. L’iniziativa pluriennale vuole rafforzare le opportunità educative, prevenire la dispersione scolastica e sostenere l’attivazione verso studio e lavoro dei giovani. L’investimento complessivo su Torino è pari a 126 milioni di euro in cinque anni, da usare per offrire opportunità educative e formative di qualità, innovazione pedagogica e rafforzare le competenze di dirigenti, insegnanti, educatori, operatori e famiglie.
La sfida è mettere i giovani e l’educazione al centro delle politiche di trasformazione di lungo periodo delle città. Nel contesto attuale di calo demografico “il rilancio e lo sviluppo dipendono dalle nuove generazioni”, ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo. “Ed è a loro che – ha continuato -, come istituzioni pubbliche, dobbiamo guardare, accompagnandoli in un percorso di crescita e di consapevolezza sulle sfide del domani. Investire sull’educazione significa non soltanto mettere a disposizione di bambine e bambini, ragazze e ragazzi nuovi strumenti di conoscenza, ma anche di inclusione, di comunità e di cittadinanza.”
Il progetto si compone di tre interventi complementari per rendere l’educazione un’infrastruttura cittadina continua, capace di accompagnare le persone da 0 a 29 anni. Il primo intervento è destinato alla fascia 0-6 anni. Prevede che oltre 2mila bambini accedano a nuovi servizi di qualità. Sono state aperte sul territorio cinque nuove eduteche: l’Aquilone (corso Bramante, 75), il Paguro (via Oropa 48), il Drago Volante (corso Cadore, 20/8), Agorà (via Fossano, 8), la Cinciallegra (via Parenzo, 42). Carlotta Salerno, assessora alle politiche educative della Città di Torino, ha sottolineato che si lavora da tempo “per ampliare opportunità educative per i più piccoli e di supporto alle famiglie, senza tralasciare i bisogni più prettamente pedagogici e di crescita delle bambine e dei bambini. L’evoluzione di ludoteche in eduteche sono motivo di orgoglio: i primi dati sulla frequenza di utilizzo degli spazi ci confermano che stiamo percorrendo la giusta direzione”.
Il secondo intervento è destinato alla fascia 6-19 anni. Punta a migliorare la capacità di ragazze e ragazzi di autodeterminare il proprio futuro, lavorando nella connessione tra scuola e territorio. Si prevede che ogni anno oltre 15mila studenti siano coinvolti in attività extrascolastiche e che almeno il 60 percento delle scuole del primo e secondo ciclo partecipino con oltre 1.500 dirigenti scolastici e docenti coinvolti in percorsi di formazione.
Per i giovani in età compresa tra i 16-29 anni, l’obiettivo è aumentare il numero di coloro che trovano una collocazione lavorativa, cercano attivamente un’occupazione o partecipano con continuità a percorsi di istruzione e formazione professionalizzante. A Torino si prevede che almeno 10mila giovani entrino in contatto con le opportunità previste dell’iniziativa, che 4.500 siano coinvolti in azioni di orientamento e che 1.500 siano avviati al lavoro. Ad oggi sono stati coinvolti oltre 1.160 giovani, di cui 330 hanno svolto o stanno svolgendo un tirocinio e circa 390 hanno trovato un’occupazione. L’iniziativa Città dell’educazione è attiva anche a Genova, Vercelli e Savona, per proporre un modello di intervento replicabile.