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Torino, il primo monumento a una donna dedicato a Giulia di Barolo

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Una scultura in bronzo raffinata nelle linee, con una donna che ne sorregge un’altra. Torino dedica a Giulia di Barolo e al suo impegno al servizio delle detenute il primo monumento al femminile della sua storia. Realizzato da Gabriele Garbolino Rù, con la curatela artistica di Enrico Zanellati, l’opera raffigura due donne, Giulia di Barolo e una carcerata che lei tiene tra le braccia. L’autore dell’opera, docente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ha preso ispirazione dai ritratti custoditi a Palazzo Barolo, lasciandosi inoltre guidare dalle “Memorie sulle carceri” scritte in prima persona dalla marchesa. Il risultato è una reinterpretazione contemporanea della sua figura, posizionata sulla maestosa facciata del Palazzo.

L’opera, alta 2 metri e 30 centimetri, è posizionata a un’altezza di 4 metri da terra. La sua realizzazione ha richiesto 2 anni, comprendendo le fasi relative a ricerca, creazione del modellato in gesso e cera, fusione in bronzo, assemblaggio delle parti e patinatura finale.

La marchesa Giulia di Barolo (1786-1864) fu instancabile nel suo servizio alle detenute e, insieme al marito Carlo Tancredi, fondò il Distretto Sociale Barolo, come primo luogo di accoglienza per le donne uscite dal carcere, e tante altre realtà di servizio sociale ed educativo, che l’Opera Barolo continua a mantenere in vita. Già venerabili dal 2015 lei e dal 2018 lui, per Giulia e Carlo Tancredi è in atto il processo di beatificazione.

L’opera dedicata a Giulia di Barolo

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