Liste elettorali senza divisione per genere, la proposta del Pd

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L’inclusione cerca di arrivare anche nelle sedi di seggio. Oggi, 2 marzo, in Consiglio comunale a Torino verrà discussa una mozione che propone di organizzare le file degli elettori per ordine alfabetico e non più sulla base del genere. “La legge ha già unificato le liste elettorali – spiega Angelo Catanzaro, primo firmatario della mozione portata avanti dal Partito democratico -, ora tocca alle amministrazioni adeguare le prassi operative”. Si tratterebbe, infatti, dell’attuazione della legge dell’art. 2-bis del D.L. 27/2025. “I diritti delle persone Lgbtq+ non sono una bandiera ideologica – continua Catanzaro -, ma sono una risposta concreta a discriminazioni, aggressioni verbali e fisiche che molte persone subiscono ogni giorno a causa della loro identità.”

Ed è proprio di oggi la notizia dell’aggressione avvenuta in centro a Torino ai danni di una ragazza transgender. In Italia non esiste una legge che tuteli chi subisce un crimine d’odio legato all’orientamento sessuale o all’identità di genere, prevedendo aggravanti. Era l’obiettivo del cosiddetto Ddl Zan, che avrebbe dovuto inserisi nella disparità di trattamento, ma che non è stato approvato in Senato.

“Con questa proposta, almeno parte delle discriminazioni di cui sono vittima le persone transgender e non binarie potrebbero essere prevenute – racconta il consigliere Catanzaro -. Chiediamo che le nuove liste vengano usate già dal referendum di marzo”. Non è la prima volta che Torino cerca di fare questo passo avanti. Nel referendum dell’8 e del 9 giugno, il Comune aveva predisposto una lettera, inviata poi ai presidenti di seggio. “Conteneva le indicazioni necessarie a garantire delle operazioni di voto inclusive”, spiega l’assessore ai servizi demografici Francesco Tresso. “Tra i suggerimenti, invitavamo ad avere una fila unica e non divisa per genere. All’epoca, però, i registri non erano stati adattati: questa volta sarà possibile avere l’ordine alfabetico”.

“Vogliamo che Torino faccia la sua parte fino in fondo”, sottolinea Claudio Cerrato, capogruppo Pd in Consiglio Comunale. “I diritti non si proclamano soltanto – conclude -, si costruiscono nelle procedure quotidiane, nella burocrazia, nei piccoli gesti amministrativi che per molte persone fanno la differenza tra sentirsi cittadini o sentirsi esclusi”.

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