Dal 31 marzo alcune aree della città di Torino saranno considerate “a sorveglianza rafforzata”, per effetto di un provvedimento del Prefetto. Le zone contenute nel provvedimento sono sei, interessate – si legge nel documento – dalla “presenza di fenomeni di degrado urbano e di reiterate turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica”.
San Salvario

L’area, scrive il prefetto, è luogo di “molteplici episodi criminosi, con particolare riferimento ai reati predatori e
allo spaccio di sostanze stupefacenti, fenomeni che continuano a incidere in modo significativo sul livello di sicurezza, anche percepita, del quartiere”. I punti segnalati come maggiormente sensibili sono l’intersezione tra via Saluzzo e via Berthollet e il tratto compreso tra quest’ultima e via Nizza. Qui, si legge sul provvedimento, “persiste lo stazionamento di gruppi di soggetti che pongono in essere comportamenti molesti che destano allarme sociale”.
Area Piazza Bengasi, Nizza Millefonti

La relazione del questore mette in evidenza assembramenti che si registrano in corso Maroncelli, “anche in ragione della presenza di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che costituiscono punti di
aggregazione idonei a favorire condotte moleste”. Il giardino Luigi Maiocco – continua la relazione -, “è divenuto luogo abituale di ritrovo di soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti e di persone con problematiche di dipendenza, le quali, soprattutto nelle ore serali e notturne, circolano nell’area con comportamenti idonei a compromettere il riposo dei residenti e la quiete pubblica”. Simili problemi sono segnalati nell’area di piazza Bengasi e dei giardini Battistini.
Area Dora Vanchiglia

Piazza Santa Giulia, corso Principe Oddone, i giardini Alimonda e il quartiere Aurora sono indicati come “caratterizzati da fenomeni di microcriminalità con un sensibile impatto sociale”. I reati elencati sono rapine, furti con strappo, borseggi e spaccio di sostanze stupefacenti. L’intera zona presenta, secondo il provvedimento, un “significativo degrado urbano” in quanto “frequentata in prevalenza da fasce di popolazione che vivono in
condizioni di difficoltà economica o di emergenza abitativa, circostanza che favorisce anche
episodi di occupazioni abusive estemporanee”.
Area Barriera Milano

Il quartiere viene descritto come con “una composizione demografica estremamente variegata e multiculturale, con una rilevante presenza di soggetti irregolari e senza dimora dediti alla commissione di illeciti”. Le aree intorno all’ospedale San Giovanni Bosco e lungo corso Giulio Cesare sono tra le più monitorate sul fronte della sicurezza. Sotto osservazione anche il quadrilatero compreso tra corso Giulio Cesare, strada vicinale delle Cascinette, strada della Cebrosa e Corso Romani, con particolare attenzione al parcheggio dell'”ex dazio”, considerato un punto critico che richiede un monitoraggio costante.
Area Centro

L’area di via Matteo Pescatore viene descritta come teatro di episodi di “malamovida”. In questi spazi “sostano anche bande giovanili fluide”, cioè non consolidate e dai membri variabili. Il documento specifica che nonostante i servizi mirati ad alto impatto, svolti con cadenza settimanale, accompagnati da verifiche amministrative sugli esercizi pubblici, “continuano a pervenire numerosi esposti da parte della cittadinanza per risse, disturbo della quiete pubblica, spaccio di sostanze stupefacenti e situazioni di degrado ambientale”. Dal controllo del territorio è emerso che “i membri delle cosiddette baby gang operano in piazza Carlo Felice e nei giardini Sambuy, dove,
anche in orario diurno, si riscontra la presenza di numerosi soggetti con precedenti penali e/o di polizia”.
Area San Donato

Nell’area compreso fra corso Principe Oddone e via Livorno e in particolare i giardini Schiapparelli di via Macerata, “si registra l’insistente presenza di pusher di strada e dei relativi acquirenti”, riporta l’analisi. L’area di corso Tassoni, poi, “è abitualmente caratterizzata da fenomeni di spaccio e frequentata da parcheggiatori abusivi”. Il provvedimento segnala la zona Martinetto e corso Appio Claudio. Qui “risulta radicato il fenomeno della prostituzione”, anche nella forma definita “molesta”.