L’Università di Torino ha la sua sezione Anpi. È l’85sima dell’Associazione nazionale partigiani italiani delle provincia di Torino, presentata nella sede del Rettorato in via Po. Il battesimo della nuova sezione cade a due giorni dalla Festa della Liberazione, ma anche nel 95simo anniversario dell’introduzione del giuramento di fedeltà al regime fascista, imposto ai docenti universitari con la legge n. 1227 dell’8 ottobre 1931. Su oltre mille professori, solo 12 rifiutarono di prestare giuramento: quattro di loro insegnavano all’Università di Torino.
La nuova sezione
“La sezione nasce con la finalità di mettere in rete esperienze singole di persone che vivono l’università tutti i giorni già sposando gli ideali dell’antifascismo e i valori della Costituzione nella propria quotidianità – ha spiegato la presidente della nuova sezione Anpi, Ilaria Mardocco -. L’Università di Torino è casa di valori e di profonde radici antifasciste, ci sembrava assolutamente naturale formalizzarli una struttura più definita. Le lotte – ha aggiunto – sono le stesse di chi tutti i giorni è in piazza per avere più diritti, per un’università pubblica, laica, solidale, contro i tagli alla ricerca e al precariato, contro il genocidio e tutte le forme di autoritarismo”.
La sezione universitaria non è ancora intitolata a un personaggio storico, ma ha già un’idea delle prime iniziative da proporre: “La sezione nasce anche per dare valore a quell’aspetto che racconta l’Università di Torino come struttura dove l’antifascismo è nato e si è sviluppato come pensiero critico nella nostra società e nella nostra città: una delle prime cose che cercheremo di fare sarà raccontare le storie degli antifascisti che queste mura le hanno vissute ottant’anni fa – ha raccontato Mardocco -. Una delle nostre chiavi quest’anno sarà pensare all’ottantesimo anniversario del referendum costituzionale e del voto alle donne: le nostre prossime iniziative andranno in quella direzione”.

L’antifascismo in università
La presentazione si è conclusa con la deposizione di fiori sotto la lapide che ricorda i professori che si rifiutarono di prestare giuramento di fedeltà al fascismo. “In questa università si sono laureati uomini e donne che hanno fatto la storia del nostro Paese – ha detto il presidente dell’Anpi provinciale Nino Boeti -. È anche l’università nella quale quattro su dodici professori universitari dissero no alla richiesta di giurare fedeltà al fascismo nel 1931″. Boeti ha ricordato i nomi dei docenti torinesi dissidenti al fascismo, che persero tutti la cattedra: Mario Carrara, Lionello Venturi, Edoardo Ruffini Avondo e Francesco Ruffini.
La nuova sezione è stata salutata da un messaggio della rettrice Cristina Prandi, letto dal prorettore Gianluca Cuniberti: “L’iniziativa promossa dalla neocostituita sezione Anpi richiama una pagina alta e impegnativa della storia accademica e civile del nostro Paese: la scelta dei docenti che rifiutarono di giurare fedeltà al regime fascista. Ricordare oggi quel gesto significa non soltanto rendere omaggio al loro coraggio ma riaffermare il valore dell’autonomia dell’università, della libertà d’insegnamento e della libertà morale delle istituzioni della conoscenza. L’Università di Torino riconosce in quella memoria un’eredità viva, che interpella ancora il presente in un tempo in cui le democrazie hanno ancora bisogno di essere custodite”.