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Tne, scontro sui fondi per il salvataggio. Chiamparino: “Palazzo di Città trovi 500mila euro”

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Torino nuova economia è importante per la riqualificazione e la reindustrializzazione intelligente di un’area storica della città: confido che il Comune possa fare la sua parte per salvarla“. La battuta del presidente del Piemonte Sergio Chiamparino arriva a qualche giorno dall’intensificazione della crisi di Tne, che ha inaugurato un braccio di ferro tra Comune e  Regione su un finanziamento da 500mila euro che spetterebbe al primo dei due azionisti.

La quota posseduta dagli enti locali ammonta quasi al 50 per cento della società nata vent’anni fa per riconvertire gli spazi di Mirafiori acquistati dalla Fiat, in cambio dell’impegno, da parte dell’azienda, di mantenere a Torino la linea di produzione Grande Punto. “Palazzo di Città deve trovare 500 mila euro per far approvare il piano industriale e non vedo perché non debba stanziarli”, ha aggiunto l’inquilino Palazzo Lascaris, annunciando possibili incontri con il Comune nei prossimi giorni.

La luce in fondo al tunnel della crisi di Tne potrebbero essere due rassegne doc torinesi. Come riporta La Stampa di oggi 15 febbraio, da inizio settimana si sta facendo largo l’ipotesi di trasferire Artissima negli spazi di Mirafiori gestiti dalla società a capitale pubblico. Alla settimana dell’arte contemporanea si aggiungerebbe il già sicuro Salone del Gusto: la rassegna enogastronomica si trasferirà a Torino Sud dal parco del Valentino, salvo un (ridotto) presidio in centro.

La nuova vita di Tne con Artissima e Gusto potrebbe convincere gli investitori che rilanciare la società è ancora possibile nonostante anni di stagnazione. Il prossimo passo far sedere allo stesso tavolo Comune e Regione dopo l’ultima crisi diplomatica, iniziata quando Davide Canavesio, a capo della società, ha chiesto 2,5 milioni per il salvataggio.

La giunta Chiamparino ha deliberato un finanziamento di due milioni, ma dall’ente governato da Chiara Appendino è arrivato un “no” in risposta alla richiesta dei rimanenti 500mila euro. Il tempo per scongiurare il concordato liquidatorio o il fallimento, in teoria, ci sarebbe: le risorse vanno assegnate entro il 2019. Mail destino di Tne, ancora irrisolto nonostante vent’anni di vita, suggerisce cautela.

GIUSEPPE GIORDANO