La testata del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino

Al Teatro Regio un concerto di beneficenza per i rifugiati bloccati in Bosnia

condividi

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su email

Un concerto di solidarietà a sostegno dei profughi in Bosnia Erzegovina. Lo spettacolo andrà in scena giovedì 8 aprile alle ore 20 presso il Teatro Regio di Torino e sarà visibile in diretta streaming sul sito del teatro, su Rai 5 e sul sito dell’Ambasciata italiana in Bosnia, che ha contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. “Condividiamo l’appello a dare contributi finanziari alle organizzazioni italiane che operano nei centri di accoglienza, e non beni materiali, per i quali sussistono problemi di disinfezione, stoccaggio e distribuzione”, queste le parole dell’ambasciatore Nicola Minasi, diffuse ieri tramite un comunicato stampa da Sarajevo. 

Ma l’annuncio del concerto non è il solo avvenimento che vedrà il Teatro Regio protagonista. A margine della giornata di oggi infatti, il commissario straordinario del teatro, Rosanna Purchia, ha annunciato l’intenzione di destinare l’antistante Galleria Tamagno per la campagna vaccinale. L’idea di allestire un nuovo spot per i vaccini arriva d’intesa con le parti sindacali. “Fare cultura non è soltanto offrire spettacoli – ha osservato Purchia – ma anche dare aiuto concreto, mettendo a disposizione della collettività luoghi, risorse e idee. Abbiamo condiviso con la Regione Piemonte – aggiunge – anche la proposta di sottoporre a vaccinazione il personale dipendente”. Purchia ha poi comunicato che il teatro si appresta a “chiudere il bilancio 2020 in equilibrio sostanziale. Un traguardo importante per un teatro come il Regio, di altissima qualità, ma con un pregresso logrante di passivo”.

Lo scopo del concerto è contribuire a una raccolta fondi a favore di Caritas Italiana, Croce Rossa e IPSIA – ACLI, le organizzazioni più attive sul fronte degli aiuti umanitari per migranti e richiedenti asilo in Bosnia Erzegovina.  “C’è bisogno della generosità di tutti noi: un contributo anche piccolo può fare la differenza nella vita reale dei profughi in Bosnia Erzegovina, persone che noi, come società, vorremmo accogliere un giorno nel nostro teatro, per condividere le sublimi invenzioni che la creatività umana ha prodotto, alcune delle quali vi offriamo con questo concerto”, spiega Sebastian F. Schwarz, il Direttore Artistico del Teatro Regio.

Teatro Regio

Dopo l’apertura dei confini ai paesi balcanici da parte dell’Unione Europea, dal 2015 la rotta balcanica è diventata la principale via d’accesso al Vecchio Continente per migliaia di profughi provenienti da Afghanistan, Siria, Pakistan, Iraq e Bangladesh. Traversate che possono durare settimane, mesi o perfino anni. Si passa per case dismesse, fabbriche abbandonate e campi profughi dove mancano acqua, elettricità, servizi sanitari e ogni altro bene di prima necessità. La destinazione finale di “The Game”, il nome che ha preso il tragitto infernale, è l’Italia. Ma per arrivarci, bisogna sfuggire alle botte e ai soprusi della polizia dei paesi nazionalisti di mezza Europa dell’Est. Chi riesce ad arrivare nei pressi di Trieste, spesso viene riportato in Slovenia con dei bus dalla polizia di frontiera italiana. E da lì, di nuovo in Bosnia passando per la Croazia, in una lunga catena di respingimenti.

Le reti di volontari coordinate dalle associazioni umanitarie come Croce Rossa, Caritas e Ipsia sono di fatto il solo aiuto su cui possono contare i richiedenti asilo durante la traversata. La raccolta fondi servirà a potenziare la capacità di erogazione di beni primari sul territorio: acqua potabile, cibo, legna da ardere per cucinare, servizi di primo soccorso. E non solo: “abbiamo aperto degli spazi all’interno dei campi in cui cerchiamo di offrire dei servizi sociopsicologici a famiglie con bambini e a minori non accompagnati. Alcuni di loro hanno anche vissuto esperienze traumatiche nel tragitto migratorio. Organizziamo attività educative, ricreative e di ascolto, per far sentire da parte nostra umanità e vicinanza. Tutte cose che durante la traversata molto spesso non ricevono”, ha affermato Daniele Bombardi, coordinatore di Caritas italiana per l’area balcanica, durante la conferenza ufficiale di presentazione del concerto benefico.

Teatro Regio
Il violinista Stefano Montanari

In apertura del concerto, il Coro del Teatro Regio diretto dal maestro Andrea Secchi esegue il brano «Wie lieblich sind deine Wohnungen», tratto da Un Requiem tedesco di Johannes Brahms, con Giulio Laguzzi e Jeong Un Kim al pianoforte. Un brano in cui Brahms esprime chiaramente il suo intento: le persone cui portare aiuto e consolazione non sono i morti, ma i vivi. A seguire, sempre il Coro interpreta «Wir setzen uns mit Tränen nieder» dalla Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach. Il terzo brano in programma, sempre di Bach, vede Stefano Montanari, violino solista, eseguire la Ciaccona dalla Partita n. 2. Il concerto prosegue con il “Va pensiero” dal Nabucco di Giuseppe Verdi. E infine, gran finale con l’Orchestra del Teatro Regio, diretta dal maestro Antonello Manacorda, che esegue l’ouverture da Egmont di Ludwig van Beethoven.

Come dare il proprio contributo

Per sostenere gli interventi delle tre organizzazioni umanitarie che operano a favore delle popolazioni migranti in Bosnia Erzegovina e lungo la Rotta balcanica, questi sono alcuni dei conti correnti bancari a disposizione per effettuare una donazione:

IT24C0501803200000013331111 (Caritas Italiana) ¸ con causale: “Europa/ Rotta Balcanica”

IT93H0200803284000105889169, con causale: “Croce Rossa Italiana – Emergenza Bosnia”

IT35S0501803200000011014347 (IPSIA-ACLI) ¸ con causale: “Rotta Balcanica”