La testata del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino

Il teatro e la cultura oltre il Covid: cosa ci aspetta

condividi

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su email

In tempo di pandemia, anche il mondo della cultura naviga in acque torbide. Le misure restrittive imposte dalla crisi sanitaria hanno logorato quel filo, sottile, che mette in relazione luoghi di ritrovo culturale (teatri, cinema, musei) e pubblico: crisi sociali e economiche fanno da apripista a un generale senso di turbamento nei confronti del post-pandemia, sia sul lato umano sia – conseguentemente – sul lato artistico della collettività.

Del futuro di questo settore si è parlato nel seminario online di ieri, mercoledì 24 aprile, Riflessioni dal confino, organizzato dall’associazione culturale Choros e trasmesso in diretta Facebook dalle 15 alle 18. È prevista una seconda parte venerdì 26 marzo, dedicata più nello specifico ai luoghi fisici della cultura. Il lavoro di Associazione Choros ha sempre avuto un fine ben preciso: l’incontro tra gli abitanti di un territorio e la dimensione artistico-teatrale ad esso collegata; cornice di questo intento è stato il teatro Marchesa di Torino, in corso Vercelli.

Teatro Marchesa di Torino, associazione culturale Choros

Il titolo dell’appuntamento di oggi era Forme di resistenza fra presente e futuro: l’apertura è stata diretta da Maria Grazia Agricola, presidente di Choros. “L’argomento di oggi tratta la dimensione prettamente artistica – ha anticipato Agricola a Futura News prima della conferenza – si parla di temi che siamo stati obbligati ad affrontare durante la pandemia, sia dal punto di vista più generale, ovvero le scelte prese dagli enti pubblici, sia singolarmente. Nel nostro essere sempre marginali al sistema (ci occupiamo di un lavoro sociale più strettamente legato al territorio Mirafiori Sud/Barriera di Milano) vogliamo mantenere un filo tra noi e gli spettatori. A seguire presenteremo quello che abbiamo fatto noi come teatro di comunità”.

Tra i vari interventi, anche quello di Duccio Bellugi Vannuccini, attore, regista e scenografo del Théâtre du Soleil di Parigi. Si è parlato del progetto teatrale “Le sorelle“, nato dalla collaborazione tra Choros e la compagnia transalpina Arta (Associazione di ricerca delle tradizioni dell’attore), dedicata allo studio di ricerca e sperimentazione sull’arte dell’attore. Un’iniziativa dal respiro europeo che coinvolge giovani aspiranti attori italiani, francesi e non solo.