La testata del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino

Un’installazione per abbattere il muro della violenza

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“Uno stop alla violenza alto tre metri”: è questo il motivo ispiratore dell’installazione permanente “Insieme contro la violenza”, presentata mercoledì 24 novembre presso la Lega Coop di Via Livorno. L’opera, che da oggi, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, potrà essere ammirata presso il Parco Commerciale Dora, mette in mostra una mano che sfonda un muro d’acciaio alto più di tre metri, quasi a volere simboleggiare la necessità di preparare il terreno per un nuovo status quo culturale che possa ridisegnare radicalmente i rapporti di forza tra i generi, reindirizzandoli in un orizzonte di vera parità.

Il progetto è stato curato dall’Associazione Artemixia, che ha deciso di impiegare il linguaggio artistico per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema delicatissimo, portando un messaggio d’impatto nei luoghi di grande passaggio della vita quotidiana, per rivolgersi alla più ampia fetta di pubblico possibile. “Mi piace pensare che l’opera che abbiamo realizzato non sia nel muro che è stato bucato – ha dichiarato l’artivist Rosalba Castelli, fautrice del concept – ma nel vuoto potenziale a forma di impronta di una mano resa forte dalla dedizione collettiva. Dobbiamo sfondare la barriera d’acciaio della violenza, fatta di abusi, linguaggio stereotipante e abbandono. Potremo riuscirci solo grazie al contributo di tutte e di tutti”. “Questo progetto è cresciuto da solo, mi è esploso quasi in mano”, ha fatto sapere la visual artist Anna Olmo, l’altra metà della regia che ha concepito l’installazione. “Un progetto che deve significare, in primis, gioia e voglia di cambiare le cose”.

Una visione condivisa anche da Jacopo Rosatelli, assessore al Welfare e alle Pari opportunità della Città di Torino, secondo cui l’opera ha il merito di “parlare a un pubblico enorme”. “Quando si parla di violenza maschile contro le donne si parla di emergenza, quando tale non è: si tratta di una problematica di natura strutturale. Ci sono squilibri di potere e cortocircuiti antichissimi che stanno alla base della violenza contro le donne. Iniziative come quelle odierne rappresentano delle risposte strutturali, non emergenziali”. Una condizione che, come sottolinea Rosatelli, “viene subita particolarmente dalle donne che sono subordinate economicamente agli uomini” ed è indice di una violenza che, pertanto, “è anche una violenza di classe”. Inoltre, Rosatelli ha preannunciato a Futura News i contenuti essenziali di alcuni progetti che il Comune ha messo in cantiere per incentivare la parità di genere, su tutte la predisposizione di una “delibera quadro” contro la violenza sulle donne, che “Avrà al suo centro, soprattutto, la scuola”.

Al convegno ha presenziato anche Anna Zucca, membra del consiglio direttivo dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus : “Quando la donna arriva a comprendere che la violenza non è colpa sua, conquista finalmente la libertà di denunciare e la possibilità di svincolarsi definitivamente da ambienti domestici tossici: ecco perché la funzione degli sportelli antiviolenza è ancora essenziale”.

Secondo la segretaria della sezione torinese della CGIL, Elena Petrosino, è indispensabile “continuare a sconfiggere le forme di violenza in un’ottica di rete, ricostruendo quello che la crisi ha provato a frammentare, ossia una comunità di soggetti che hanno ruoli diversi e che si mettono insieme per conseguire un obiettivo comune”. Il progetto di Olmo e Castelli è la rappresentazione perfetta di questa impostazione, dato che ha coinvolto non soltanto enti pubblici, ma anche aziende e gruppi di attivisti.