Ecco come saranno le stazioni della Metro 2

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Una stazione può essere più di un semplice luogo in cui si prende il treno? È stata questa la domanda alla base del concorso lanciato dalla Città di Torino per progettare l’identità visiva della futura Linea 2 della metropolitana. Venerdì 6 febbraio l’annuncio dei vincitori: ad aggiudicarsi il premio da 150mila euro e, soprattutto, il ruolo di art director una volta aperti i cantieri è stato il raggruppamento guidato da UNStudio – United Network Studio dell’architetto olandese Ben Van Berkel, insieme agli studi Mijksenaar, 3BA, WSP, Settanta7 e Frigorosso, quest’ultime torinesi.

A scegliere il vincitore è stata una giuria internazionale capitanata da Dominique Perrault, architetto francese di fama internazionale, che ha riconosciuto nel progetto di UNStudio un’attenta strategia nei confronti dell’ambiente urbano, capace di progettare strutture le cui forme rimandano all’ambiente naturale e ne esaltano la leggerezza. Nello specifico, il concorso prevedeva la progettazione del nuovo logo della metro 2 e delle stazioni delle fermate San Giovanni Bosco, Mole-Giardini e San Carlo. Per quest’ultima c’era inoltre l’obbligo di pensare a un collegamento con l’ipogeo di Palazzo Carignano, ennesimo esempio di quanto sia essenziale pensare le nuove strutture come qualcosa che si integra armoniosamente con la realtà urbana.

Complessivamente, la seconda linea metropolitana di Torino costerà attorno ai 2 miliardi di euro, con i cantieri che dovrebbero partire a fine 2026 per rendere la linea operativa a inizio 2033.
Qui sotto i rendering del logo e del progetto vincitore, con le strutture che verranno realizzate utilizzando principalmente vetro, acciaio inossidabile, ceramica e terrazzo.

“È stato un concorso atipico e multidisciplinare. All’inizio ha lasciato molte persone sorprese, ma alla fine tutti hanno riconosciuto la visione dietro questo progetto”, riconosce Bernardino Chiaia, Commissario straordinario per l’opera. Un concorso che ha obbligato i partecipanti a cimentarsi in discipline diverse per creare un progetto che mettesse in sinergia cultura, durabilità e visione in un continuo dialogo tra tradizione e innovazione. Con un criterio fisso in mente: la bellezza.

“Quando costruiamo una stazione, è scontato che sia efficiente. Ma non è scontato che sia bella – ha sottolineato l’assessore comunale all’Urbanistica, Paolo Mazzoleni -. Sembra un dettaglio poco sostanziale, mentre in realtà cambia profondamente il modo in cui i cittadini vivono l’infrastruttura”. Tutto declinato in salsa türineis: la linea guida artistica era reinterpretare i portici torinesi, e agli studi partecipanti al bando è stato chiesto di includere anche professionisti locali, per disporre di un’adeguata conoscenza del territorio e di ciò che rappresenta.

“La metropolitana è un’infrastruttura che non è più solo funzionale, ma svolge anche una funzione sociale – ha concluso, con un filo di poesia, Perrault -. Una stazione è la fusione tra un luogo di trasporto e di incontro: questo progetto unisce architettura, natura e tecnologia per ottenere un risultato elegante che attraversa il tempo”.

Qui, i rendering degli altri quattro progetti finalisti con il nome degli studi proponenti.

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