Le giornate si allungano, i ciliegi si colorano di rosso e la vita lenta chiama: l’estate sta per tornare. I torridi pomeriggi di luglio ci attendono e il tempo libero extra – si spera – consente di ricaricare le batterie.
Ozio permettendo, i mesi estivi sono un’occasione per ripescare romanzi, film e album che sono sfuggiti durante i ritmi frenetici dell’anno. Così, alle pennichelle sotto l’ombrellone in riva al mare, possiamo intervallare qualche stimolo nuovo. Dopo l’approfondimento sugli album e sulle tendenze del 2025, ecco una breve guida per l’estate, per scoprire e riscoprire le novità dell’anno.
Libri
Elena Rui, Vedove di Camus
Pubblicato nel 2025 per L’orma, l’ultima uscita di Elena Rui è uno dei 12 finalisti del Premio Strega. Nell’anno del ritorno al cinema di Lo straniero grazie al regista François Ozon, il romanzo della scrittrice padovana è ancora più attuale: non siamo tutti, in fondo, vedove del filosofo esistenzialista Albert Camus?
Il romanzo – proposto da Lisa Ginzburg al prestigioso premio che verrà assegnato l’8 luglio – parte dall’incidente stradale che ha tolto la vita al filosofo e indaga la vita di quattro donne a lui legate: la moglie Francine Faure, l’attrice Catherine Sellers, la pittrice Mette Ivers e Maria Casarès, interprete del teatro francese.
Beatriz Serrano, Lo scontento
In Spagna ha fatto parlare di sé fin dal suo esordio nel 2023. Questa primavera, Lo scontento è sbarcato anche nel mercato italiano, edito da Einaudi. Il romanzo restituisce un ritratto dello stato d’animo dei Millennials, la generazione dei trentenni spesso dimenticata.
Al centro, la vita anestetizzata di Marisa, tra pillole, sesso occasionale e una sensazione di disillusione che fatica a trovare asilo in una singola parola, ma che tutti conosciamo. Se l’arte non ci salverà – come ha detto in un’intervista a la Repubblica l’autrice Beatriz Serrano – “Può essere però una piacevole tazza di tè”.
Mordecai Richler, La versione di Barney
E arriviamo alla riscoperta. Nel 1997, per Adelphi, Mordecai Richler ci regala uno dei romanzi più scorretti, geniali e divertenti degli ultimi decenni.
Appena uscito, il cult dello scrittore canadese ha avuto grande risonanza in Italia, ma merita di tornare in primo piano: la storia in prima persona di Barney Panofsky, ricco produttore televisivo dal passato torbido e vivace, è un antidoto alla pesantezza dei tempi che corrono. Ma anche un’avventura con al centro un omicidio irrisolto, una commedia nera da cui è impossibile tirarsi fuori dopo la prima pagina e, soprattutto, un salto senza paracadute nel Novecento.
Film
Paolo Sorrentino, La grazia
All’indomani dell’affaire Minetti, riguardare l’ultimo film di Paolo Sorrentino è quasi un atto dovuto. Proiettato in anteprima all’82esima Mostra del cinema di Venezia, La Grazia ha segnato l’atteso ritorno del regista napoletano al film politico, ma senza dimenticare poesia e suggestioni.
Il suo sodale Toni Servillo dà vita a Mariano De Santis, un presidente della Repubblica inquieto e riservato, all’inizio del semestre bianco. Firmare o non firmare? Intorno alla scelta su due domande di grazia prende forma una storia pubblica e privata al tempo stesso. La sola scena dell’astronauta in collegamento con il Quirinale, con una lacrima ipnotica che galleggia in assenza di gravità, vale il prezzo del biglietto.
Christopher Nolan, Odissea
Il 16 luglio uscirà nelle sale italiane il blockbuster più atteso dell’anno: Odissea, l’epica secondo il regista britannico Christopher Nolan. Le aspettative sono alle stelle e i giganti sulle spalle pesano: portare al cinema le opere di Omero è un rischio e lo dimostra il colossal del 2004 Troy che, peraltro, per un soffio non è stato diretto dallo stesso Nolan.
Ma la firma del regista di Memento, Interstellar e Oppenheimer è una garanzia e il cast è di prim’ordine: il ruolo di Ulisse è affidato a Matt Damon, Anne Hathaway vestirà i panni di Penelope, mentre Charlize Theron sarà Calipso. Saranno della partita anche Tom Holland, Zendaya, Lupita Nyong’o e Robert Pattinson.
Wim Wenders, Perfect Days
Andiamo indietro di soli tre anni. Direttamente dalla capitale del Giappone, la maestria del regista tedesco Wim Wenders ci regalava un film in totale controtendenza. Se fuori dalle sale cinematografiche si respirano venti di guerra, sinistri accelerazionismi e corsa al capitale, Perfect Days rallenta le lancette e ci ricorda cosa conta davvero.
Hirayama è un addetto alle pulizie nei bagni pubblici di Tokyo. Una vita umile, precisa, conscia di ogni attimo e del valore delle pause. Frame dopo frame, ci insegna la bellezza del quotidiano e, dopo i titoli di coda, è difficile sentirsi uguali a prima. Un punto in più per la colonna sonora, sapientemente introdotta attraverso le cassette del protagonista: si passa da Lou Reed a Otis Redding, fino a Patti Smith e ai Rolling Stones.
Album
Subsonica, Terre rare
Per i 30 anni di carriera, la band torinese fa il suo ritorno con un album dal sapore mediterraneo. In Terre rare, la sperimentazione elettronica dei Subsonica unisce la compattezza dell’esordio a sound ricercati, che vanno da Torino al Marocco, dai quartieri popolari al deserto.
Il primo singolo, Radio Mogadiscio, apre le danze di un disco liberatorio, ideale per una colonna sonora estiva, ma anche per una full immersion nelle assurdità del presente, dagli spettri dell’intelligenza artificiale ai complottismi, fino a uno spirito del tempo che vira pericolosamente a destra. La voce di Samuel non è invecchiata di un secondo: disco a parte, provare gli appuntamenti live per credere, il Flowers Festival di Collegno è dietro l’angolo.
Mitski, Nothing’s about to happen to me
Usciamo dai rave nei deserti marocchini ed entriamo nel sublime café di Mitski. L’ottavo album della cantautrice nippo-americana, Nothing’s about to happen to me, ci accoglie in un’estate di indie-folk, con tessiture orchestrali e testi intimisti.
Non esattamente lo spirito di una vacanza a Rimini in pieno agosto, ma ideale per tramonti e albe nostalgiche. Menzioni speciali per la ballata jazzy I’ll change for you, da ascoltare con le cuffie a notte fonda, e per Where’s my phone?, la quota rock dell’album.
Mac DeMarco, Salad Days
Forse il disco più estivo del polistrumentista canadese Mac DeMarco. La spensieratezza del jungle pop di Salad Days merita di tornare in vetta alle playlist, tra melodie sghembe e giocose, atmosfere sognanti e un sound ormai inconfondibile, da lui stesso definito jizz-jazz.
Il tappeto di sintetizzatori anni Ottanta della canzone più famosa del disco, Chamber of reflection, non ha perso la freschezza di 12 anni fa, ma tutti i 35 minuti dell’album – ormai di culto – hanno un posto speciale nella discografia del cantastorie indie.