Sostegno economico per crescere, non per sopravvivere. La lezione di Lucy Kueng

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“Il finanziamento filantropico non serve solo a sopravvivere, ma a portare le organizzazioni a un livello successivo”. Lo spiega Lucy Kueng, senior visiting resource di Reuters, durante il panel How can philanthropy help create viable public-value journalism? all’International Journalism Festival di Perugia. Il futuro del giornalismo, colmo di sfide, passa anche dal sostegno economico che le redazioni riescono a ottenere con il proprio lavoro. Un aiuto sempre più fondamentale per le organizzazioni giornalistiche perchè “esistono redazioni che fanno un ottimo giornalismo ma hanno bisogno di fondi”, prosegue Kueng.

In questo contesto si iscrive il modello presentato da Kueng: il cosiddetto triangolo magico. Le redazioni di successo e che attraggono fondi dalle fondazioni iniziano la loro attività individuando una nicchia di pubblico ben precisa. Poi, come un triangolo, il rapporto con questa audience si sviluppa su tre vertici: la prima è quella della newsletter, poi viene approfondita attraverso i podcast e infine con l’organizzazione di eventi.

“Esistono diversi modelli di giornalismo che attraggono finanziamenti”, spiega Martin Kotynek, fondatore del Media Forward Fund, azienda che finanzia media in Germania, Austria e Svizzera. “L’obiettivo – prosegue Kotynek – non è rendere le organizzazioni dipendenti dai fondi, ma aiutarle a diventare autonome. Inoltre, sempre più fondazioni stanno investendo nel giornalismo perché è essenziale per la società”.

Ci sono esempi virtuosi sparsi per il mondo, due di questi portati come esempio. Il primo è quello di Silvia Riveira, direttrice delle news locali della MacArthur Foundation. Il secondo è Elio Donauser, co-Ceo del magazine locale Tsuri.Ch.

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