La testata del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino

Alla scoperta del Presepe di Artese: i Sassi di Matera si fondono con la cultura torinese

condividi

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su email

Un piccolo mondo cristallizzato in un tempo perfetto. Un paese che è, sì, di pietra, ma non è freddo: aleggiano solidarietà, valori positivi, sorrisi. Allestito all’interno del Duomo torinese per il Natale 2021 fino al 2 febbraio 2022, il Presepe Monumentale di Torino ritrae in miniatura il suggestivo sfondo dei Sassi di Matera. Un omaggio della Basilicata alla città e al Piemonte.

Realizzato dal maestro Franco Artese, esponente della scuola presepistica meridionale, è composto da circa 120 personaggi in terra cotta che evocano una serie di importanti simboli. La cultura lucana si fonde con la tradizione cristiana. E anche con quella sabauda. Tra le statue in miniatura, vediamo Don Giovanni Bosco, rappresentato nell’atto di indicare la via a un gruppo di giovani. Il santo portò miracolosamente alla guarigione Teresa Callegari, malata di polmonite, e Provina Negro, affetta da un’ulcera allo stomaco. Ma anche Beato Pier Giorgio Frassati – che secondo la Chiesa guarì per miracolo Domenico Sellan (malato di tubercolosi) – i cui resti mortali sono conservati proprio nel duomo di Torino, ritratto mentre trascina un carro “gli ultimi”. E ancora, San Domenico Savio, allievo torinese di Don Bosco, e San Giuseppe Cottolengo, che nel 1832 fondò a Torino la “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, rappresentato nell’atto di accompagnare una persona invalida alla grotta. I santi sociali di Torino si mescolano con alcuni personaggi che trasportano le valigie, simbolo dei tanti lucani che hanno attraversato l’Italia per raggiungere il Piemonte, alla ricerca di un lavoro e di un futuro. Immersi tra le case di pietra, i vicoli, le grotte, i palazzoni signorili, i ballatoi, ci sono gli abitanti di Matera intenti nelle loro attività quotidiane. Le case scavate nel tufo e incastrate tra loro restituiscono visivamente la “cultura del vicinato”, fatta di solidarietà, dialogo e condivisione delle famiglie. Tra gli omaggi alla tradizione lucana, anche la rappresentazione del Maggio di Accettatura con un gruppo di buoi che, aiutato dagli uomini, traina il tronco di un grande albero e anche la processione, simbolo della forte devozione popolare per la Vergine Maria. Ovunque, un brulicare di vita. Sulla destra, illuminata da una luce flebile ma calda, c’è la Natività: Maria richiama la scultura bronzea della Madonna del Pollino, realizzata dall’artista olandese Daphné Du Barry, nell’atto di sollevare il Bambin Gesù come per mostrarlo alla popolazione e donarlo all’umanità. La figura di San Giuseppe, invece, si avvicina a quella del presepe cinquecentesco di Altobello Persio da Montescaglioso, esposto a Tursi.

Il Presepe di Artese si estende per 60 metri quadrati per sei metri di altezza. Non mancano gli effetti speciali che impreziosiscono l’installazione, regalandole un’aura di magia: dal cielo cadono sottili fiocchi di neve, le luci cambiano riproducendo le tappe della giornata e, durante la notte, compare la Stella cometa che guida i personaggi verso Gesù Bambino.