Sacra di San Michele: salvi i tesori, ora si indaga sulle cause dell’incendio

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Sant’Ambrogio (TO)  – Le tracce dell’incendio di ieri sera alla Sacra di San Michele riemergono poco per volta, estratte dai vigili del fuoco che procedono allo sgombero del sottotetto carbonizzato. I pompieri se le passano di mano in mano per accelerare il lavoro, accumulando piole, travi e tubi bruciati sul terrazzo a sbalzo dell’abbazia. Uno stipite annerito segnala l’ingresso ai locali colpiti dal rogo, al lato cinque estintori rossi e i caschetti di sicurezza. I focolai sono ormai spenti “ma il legno è infido perché possono rimanere delle braci accese all’interno delle travi”, spiega Filippo D’Auria, caposquadra della squadra 41 dei vigili del fuoco di Grugliasco. Continua pertanto il controllo e per calarsi lungo l’edificio sono stati chiamati gli operatori del reparto speleo alpino mentre il nucleo investigativo indaga sulle cause del rogo.

I vigili del fuoco al lavoro, foto di Corinna Mori

“Avevamo appena finito la preghiera serale ed è andata via la luce – racconta frate Camillo Modesto – capita spesso, ma quando mi sono affacciato alla finestra ho visto una gran nebbia e lì ho capito che qualcosa non andava”. È stato lui il primo ad accorgersi dell’incendio scoppiato ieri intorno alle 21.30 all’Abbazia di San Michele della Chiusa. Alle sue spalle il tetto dell’edificio andato a fuoco, una superficie di circa 180 metri quadri di legno carbonizzata. Nessun danno, però, ai beni artistici del complesso architettonico simbolo della regione Piemonte.

Al momento il tecnico del Comune di Sant’Ambrogio Sandra Gerlin ha dichiarato  inagibili i locali del sottotetto in forma cautelare. Qui si trovavano gli uffici e il dormitorio dei tre monaci che vivono nell’abbazia. I frati, dopo aver dato l’allarme, si erano già messi in salvo quando sono arrivati i soccorsi che hanno spento l’incendio. Secondo le prime ricostruzioni all’origine delle fiamme nell’edificio, oggetto di lavori di ristrutturazione per infiltrazioni d’acqua, ci sarebbe un corto circuito.

L’abbazia, nota come Sacra di San Michele, si trova nel comune di Sant’Ambrogio, 30 km a ovest di Torino all’imbocco della Val di Susa. Un profilo inconfondibile il suo, che appare fin dall’uscita dell’autostrada, per scomparire dalla vista una volta imboccati gli ultimi chilometri a tornanti che conducono in cima al monte Pirchiriano. L’edificio risalente al XII secolo, e oggi affidato ai padri Rosminiani, ha ispirato Umberto Eco per il suo romanzo Il nome della rosa. Il riconoscimento di simbolo della regione Piemonte è sancito dalla legge regionale n.68 del 21 dicembre 1994 con le seguenti motivazioni: “Per la sua storia secolare, per le testimonianze di spiritualità, di ardimento, d’arte, di cultura e l’ammirevole sintesi delle più peculiari caratteristiche che può offrire del Piemonte, nonché per la sua eccezionale collocazione e visibilità”.

 

 

    La diretta da Sant’Ambrogio

Pezzo in aggiornamento – ultimo aggiornamento 12.36 del 25 gennaio 2017

MARCO GRITTI
CORINNA MORI